Enciclopedia d'Arte Italiana
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GIUNTA Antonina



Antonina Giunta nata a Catania il 5 giugno 1947, vive ed opera nella sua città di nascita. Dopo il diploma di Geometra consegue quello di Maestro d’arte presso l’Istituto d’arte di Catania e in seguito la laurea in ostetricia. Come cesellatrice ha realizzato a partire dal 1978 per l’argenteria Freni di Catania, corone, tabernacoli, tiretti, calici, copertine di Bibbie, e Vangeli usati nelle liturgie di molte chiese siciliane. Ha aderito a diverse mostre con Enti locali e istituzionali e associazioni Culturali come Sicilia Nostra e Certamen Internazionale sulle Cattedrali riscuotendo grandi consensi di critica e committenza.
Il motto delfico di Socrate, "conosci te stesso” ovvero la tua anima", intriso di Orfismo e Pitagorismo, sembra percorrere l’intera produzione artistica di Antonina Giunta. L’Artista attraversa le correnti dell’iperrealismo, del concettuale e della Pop art con un andamento tematico e stilistico che si fa percorso introspettivo e strumento di espressione di una creatività provocatoria e rivoluzionaria in stretta sinergia con gli anni del boom economico e della svolta epocale dopo la seconda guerra mondiale. Opere coloratissime e di grande formato propongono icone e temi di diverse correnti artistiche che sfociano nell’ultima produzione interamente dedicata all’avanguardistica Pop art.
Si potrebbe definire una svolta generazionale e stilistica quella di Antonina Giunta che superando le concezioni mitico-religiose degli anni 80, sposta nella sfera elevata, elementi catturati dal mondo della pubblicità, della televisione, del fumetto ad un’atmosfera patinata e accattivante per poi “ricrearli” attraverso un processo di ricerca della conoscenza universale. Il cosmo è una dimensione olistica ed in tale estetica pop, si apre ad un voyeurismo mitigato, dove emergono la sensualità del corpo e la sessualità come radice costante dell’ispirazione e dell’immaginario collettivo, elementi imposti dal mercato e dalla pubblicità, divenuti soggetti e oggetti della sua attività artistica. Il colore diviene dunque, innaturale, segue una regola implicita di colori seriali, dove la duplicazione dà ordine all’alterità tra forma e sostanza. I soggetti sono espressione di orizzonti ermeneutici e dialettici complessi, sottolineando l’efficacia delle immagini quotidiane attraverso la semantica delle nuances accese. I colori primi protagonisti della scena: giallo, azzurro e rosso vivo e aggressivo attestano una viva e persuasiva tecnica per il loro effetto psico-sociale.
La passione per la figura umana si coniuga con la voglia di esattezza del dato ma anche con la suggestione e come sommatoria di frammenti che si presentano in un’alchemica costruzione e trasmutazione, l’immagine viene ricomposta con una tecnica a bande, in pochi e unitari temi cromatici.
La predilezione per una struttura figurativa pensata come modulo ritmato si perde tra in un continuo del moto perpetuo e nella presenza di un universo poetico che suggerisce un invito alla decantazione di immagini non precostituite e alla resa pittorica di un quotidiano che restituisce il paziente travaso del vedere. Nella sua abituale metafisica dell’essere emergono anche sulfuree alchimie pronte all’accostamento espositivo della trasmutazione temporale, naturalistica del segno, appena fatto vibrare nel suo trascolorare che sembra suggerire il ritmo e lo scorrere della ciclicità. Si costruisce così un racconto ricco di nuovi significati in cui la dimensione sociologica e politica si fa momento di riflessione più pacato e calibrato, un gioco solitario dell’individuo artista, svolto al di sopra e verso la storia.
Emerge dal suo operato artistico la volontà di raffigurare un caleidoscopio di soggetti esaminati nella sua totalità di senso non solo razionale e visionario ma al tempo stesso reale e fantastico, che magnifiche tracce rendono riconoscibile per sedimentare le nostre peregrinazioni mentali facendoci intravedere la possibilità di un approdo consolatorio. L’arte di Nina Giunta fondata sulla forza dell’intuizione, sulla perizia tecnica originale e fortemente espressiva è pronta a dileguarsi a favore degli effetti immaginifici dai quali traspare sia l’orgoglio di una matrice accademica, che la rivendicazione di una personale e matura liberazione da essa, nell’esplicita dicotomia tematica e figurativa”.
Melinda Miceli


QUOTAZIONI *
Quotazione artista 1500 ad opera misura media e stile pop art
2000 ad opera iperrealismo misure medie

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