Enciclopedia d'Arte Italiana
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MALAFRONTE Mauro



«Non dipingo sul cavalletto. Preferisco fissare le tele sul muro o sul pavimento. Ho bisogno dell’opposizione che mi dà una superficie dura. Sul pavimento mi trovo più a mio agio. Mi sento più vicino al dipinto, quasi come fossi parte di lui, perché in questo modo posso camminarci attorno, lavorarci da tutti e quattro i lati ed essere letteralmente "dentro" al dipinto...»
Mauro Malafronte è nato a Finale Emilia (MO) nel 1966. Autodidatta, si è avvicinato alla pittura da alcuni anni e si ispira alle correnti americane degli anni ’50 quali l’ "Action painting" e l’"Espressionismo astratto americano". Ha già tenuto varie mostre personali ed ha in programmazione esperienze all’estero. La stampa si è già occupata del suo lavoro con commenti lusinghieri e così pure i visitatori delle sue personali; un interessante numero di collezionisti e di gallerie si sono avvicinati alle sue opere con vivo interesse. In funzione della manipolazione del colore con gestualità dirompente, e disintegrante la realtà viene poi successivamente ricostruita manipolando la tela e scatenandovi una tempesta creativa. Come lui stesso dice: "la tela per me è un campo di battaglia in cui il colore giocherà le sue mosse". Nella tela, distesa a terra, il colore traccia i suoi percorsi nellafittizia casualità del "dripping"...

Ha gia tenuto diverse mostre in Italia e all’Estero.
E’ presente nel catalogo Mondadori e diverse riviste specializzate, la stampa si e’ gia’ occupata del suo lavoro con commenti lusinghieri e cosi’ pure i visitatori delle mostre sue personali. Ama definire il proprio lavoro come vitalità intrinseca del gesto e della materia.
L’arte di Malafronte si esterna in grandi tele in cui il Gesto è sicuramente protagonista insieme al Colore per un coinvolgimento totale dell’artista e del fruitore dell’opera. La mostra darà modo di esporre una quindicina di opere dalla sua “..più recente produzione tra il 2010 e il 2011: grandi tele in cui, non solo interviene matericamente con l‟inserimento di oggetti e frammenti di recupero, vetri, plastiche, carte e cartoni, ma dove anche la stessa TELA diventa parte della materia e del colore che su di essa e con essa SI MUOVE, formando l‟opera. Daqui il titolo della mostra e delle opere stesse, specificando la tecnica come “smalti su tela mossa”. Ed è questa la sua forza espressiva, il suo andare oltre il semplice e diffuso “dripping”, il suo realizzare action painting in modo “materico e gestuale ” insieme, travolto da una forza espressiva ed un impeto che non si ferma nemmeno davanti al MOVIMENTO del supporto.....”



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