Enciclopedia d'Arte Italiana
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GOZZANI Tiziano



Nasce nel 1974 a Massa dove, dopo una breve parentesi all’Accademia di Belle Arti, apprende l’arte della scultura in marmo nel laboratorio del padre Giovanni, seguendo il tradizionale tirocinio di bottega — durato dieci anni — di cui l’opera “Attesa” testimonia la maestria nel modellato del materiale lapideo.
Ben presto entra in contatto con il panorama internazionale assistendo nel lavoro artisti noti come Aldo Mondino, Vito Tongiani, Max Papeschi, Robert Carroll in Italia e Herardy in Francia. A partire dall’età di quindici anni intraprende numerosi viaggi in Francia, Spagna e Stati Uniti dove si aggiorna sui linguaggi più all’avanguardia e viene invitato a presentare le sue sculture al pubblico. La prima grande personale è a Miami, per Art Basel 2012 su invito della galleria l.m.n.t, dove espone l’installazione “Back to the nature“; e a seguire nel 2015, alla New York Show Room, dove propone “Optical Table” quale oggetto di design composto dell’assemblaggio in senso verticale di 47 lastre di marmo da 12 mm di spessore e dai profili ondulati. Grazie a queste occasioni le opere di Gozzani entrano a far parte di collezioni private a Los Angeles e a New York.
Il percorso di ricerca dell’artista, volto al superamento del linguaggio classico della scultura a favore di una forma moderna e adatta a rappresentare la frammentarietà della realtà di oggi, appare nella cifra stilistica caratterizzata dalla leggerezza e dalla immediata riconoscibilità dell’immagine figurativa. Immagine ottenuta frantumando la compattezza del blocco di marmo, come esemplificato dai lavori eseguiti su committenza pubblica “Sospensione 2.0” e “Trasmissione”, e da quelli destinati al collezionismo privato come “Metropolis” e “Shoa”.
La prima, realizzata per la manifestazione veronese Marmomacc & The City 2016, evoca la forma di un soffione composto da vele in marmo, materiale di scarto recuperato dalle segherie. La seconda, “Trasmissione, ”, progettata per essere installata al centro di una rotatoria a Massa, rappresenta il lavoro attraverso una cinghia di distribuzione cui l’artista ha conferito la sinuosità del nastro di Möbius, caratterizzato da una linea continua ottenuta unendo i due estremi con il ribaltamento delle superfici. “Metropolis” e “Shoa”, destinate alla fruizione privata, rappresentano invece due busti femminili realizzati assemblando le lastre in verticale, in linea con la poetica incentrata sull’impiego della singola lastra di marmo quale unità espressiva di un ordine maggiore secondo una visione mereologica del rapporto tra le parti e l’insieme precisata dall’artista nel 2015.
Un ulteriore approfondimento in questa direzione riguarda la “pitto-scultura” che sfrutta la trasparenza del sottile strato di marmo per farne, alla stregua di una tela, il supporto dell’intervento pittorico. Ne fanno parte i lavori presentati a Pietrasanta nel 2015 con cui Gozzani inaugura un nuovo filone di ricerca, più sperimentale, basato sull’appercezione graduale del dipinto: le lastre, ostense nella loro nudità marmorea, mostrano così in un primo momento il fronte con il solo tracciato geomorfico, e in un secondo momento il tergo dipinto a olio reso visibile da una retroilluminazione a led che suggerisce il percorso visivo. L’attenzione dell’artista è oggi rivolta in particolare a quest’ultimo fronte di ricerca, in cui decide di approfondire la rilflessione sul fenomeno percettivo della pareidolia con scene dall’iconografia consolidata come quelle ispirate alle illustrazioni della dantesca Divina Commedia. Sulla stessa scia si colloca l’esperimento “E’ tanto che volevo fare un uomo con la cravatta” basato sull’apofenia suggerita dalle macchie di muffa che progressivamente ricoprivano la superficie della tela e che Gozzani ha esaltato collegandole in modo tale da rafforzare le immagini affioranti alle quali ha aggiunto delle note di colore. Tiziano Gozzani esce così dalla traccia della diffusa immaterialità che segna il panorama artistico contemporaneo per dirigere la sua ricerca verso un orizzonte espressivo che si interroga sulla dimensione poetica di un unico materiale tradizionale, il marmo, e porta ad approfondire un linguaggio che fa della tecnica non un elemento di virtuosistica sintassi ma di prassi semiotica.

Esperienze in campo artistico
• 2001-2004 Assistenza alla realizzazione delle sculture di Aldo Mondino
• 2001-2004 Assistenza alla realizzazione delle sculture di Jessica Carroll
• 2003-2004 Realizzazione busto “P. Del Giudice” esposto alla Prefettura di Massa Carrara
• 2004 Esposizione personale presso Castello Malaspina, Massa
• 2004 VII Simposio di Scultura “Tra Mito e Realtà”, Cavaion Veronese
• 2006 Realizzazione del busto “Riccardo Rossi” su committenza dell’Istituto d’arte, Massa
• 2011 Assistenza alla realizzazione di un’opera di Max Papeschi
• 2012 Galleria L.M.N.T per “Art Basel”, Miami
• 2015 Esposizione “New York Show Room”, New York
• 2015 Committenza da parte del Comune di Massa per scultura monumentale
• 2016 Massa “Città Fiabesca di mare e di marmo 10° Edizione – Premio ad Honorem Artista del territorio
• 2016 Marmomacc 2016, Verona
• 2017 “SIamo”- Profumi del Marmo, Salone del Mobile, Milano

Contatti
Centro Studi Milano ‘900
Via Antonio Fortunato Stella 5/15, 20125 Milano
info@milano900.it


QUOTAZIONI *
Quotazioni riferite da:
Centro Studi Milano ‘900
Da 5.000 a 15.000 €



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Ritratto di Gozzani, Autore Federico Garibaldi
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Sospensione 2.0, 2016, installazione Marmomacc & The City, Verona, cm 300 diam x 150 cm h
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Trasmissione, 2015, Massa, cm 200 x 170
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Optical Table, 2015, marmo, cm 90x90x1,9
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Attesa, 1995, marmo bianco statuario stringhe nero del Belgio e calzetti rosa Norvegia, cm 80x70x50
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E` tanto che volevo fare un uomo con la cravatta, 2015, tecnica mista, cm 150x9
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Inferno canto III vv 1-3, 2017 marmo bianco di Carrara e intervento sul retro con colore a olio, fronte, cm 60x60x1
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Inferno canto III vv 1-3, 2017 marmo bianco di Carrara e intervento sul retro con colore a olio, fronte, cm 60x60x1, illuminato
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Inferno, canto V, vv 73-142, 2017 marmo bianco di Carrara e intervento sul retro con colore a olio, fronte, cm 60x60x1, illuminato
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Shoah, 2017, marmo bianco di Carrara statuarietto, cm 90 x 50 x 30
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Metropolis, 2015, marmo Carrara, 70x50x40

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