Enciclopedia d'Arte Italiana
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SIRIZZOTTI Cristina



Cristina è un’ artista con più di un filone aureo. Sin da giovanissima manifesta un particolare talento per le arti figurative che la conduce a frequentare la Scuola Superiore d’ arte applicata del Castello Sforzesco. Lavora splendidamente sia nell’ambito dei materiali ceramici, spiccando nel raku e nella terracotta, sia nell’ambito del quadro in cui spazia dalla tempera, agli smalti, all’olio. All’interno delle due situazioni, le rappresentazioni e i temi cambiano decisamente. Nelle opere soggette a cottura ci troviamo di fronte a maschere ancestrali, donne di materia, magmatiche nascite, terree maternità, suggestivi nudi. I colori sono spesso il bronzo, il rosso, il blu, ma soprattutto - potentissimi - i "colori non colori" della terra. Questi ultimi ci trascinano indietro, nel tempo e nello spazio. Ci portano in una sorta di preistoria, fino all’inevitabile ancestralità in cui corpo e spirito non possono essere disgiunti. L’artista si fa medium, ci fa vedere e toccare la preistoria, sintetizzandola in forme chiare, mai caotiche, a tratti persino eleganti. Cristina è portatrice di un dualismo profondo, esprime armonia e coerenza ma a tratti esternalizza una profonda inquietudine, tratteggia corpi tormentati riecheggiando l’agonizzante follia di Schiele. La sua ricerca si snoda sempre in bilico tra un mondo chiaro e potabile ed uno sotterraneo e sconcertante, senza dubbio molto interessante, che preme per manifestarsi in tutta la sua potenza deflagrante. Soffermandoci ad ammirare le opere in raku apprezziamo la sperimentazione e la ricerca, il coraggio del non controllo, la meravigliosa giocosità che spinge a provare ed aspettare- per capire "cosa succede". Cristina si cimenta così in una modalità artistica curiosa e coraggiosa, dove il fuoco e gli ossidi la fanno da padrone ,spesso imprevedibilmente. Le opere in terracotta sono potenti e variegate come già accennato e particolarmente degno di nota è lo studio di Cristina sul vasellame dell’antica grecia che si taduce in opere analoghe , splendide rivisitazioni di vasi, anfore e tipiche oinokoè. Cristina rafforza in questo modo il suo legame con la Terra e con la Storia rivelando una rara profondità e un’anima per così dire antica. Diverso discorso meritano i quadri. Anche in quest’ambito Cristina si muove agilmente tra varie situazioni: tele e tavolati, carta e compensato. Usa con perizia smalti e acrilici, olii e acquarelli. Muovendosi tra le tele di Cristina si respira un’aria decisamente più serena, troviamo paesaggi stilizzati, sia campestri che urbani, ma anche marine. I colori si accendono ma, al contempo, i tratti si ammorbidiscono. I gialli e i rossi -mai nervosi- sorridono allo spettatore, infondono tranquillità pur non essendo statici. L’artista si concede nel paesaggio una sorta di pausa, ma ecco comparire in tutta la loro forza i nudi creati a rullo con gli smalti: a grandezza naturale, potenti, stilizzati ma più vivi che se fossero plastici. L’artista vive gli smalti analogamente al raku: istinto , gioco ed imprevedibilità sono componenti indispensabili e potenti nel suo percorso creativo. Particolare attenzione meritano i nudi, molto spinti e significativi esprimono la potenza della passione e la scabrosità del tormento amoroso. I corpi ,spesso bidimensionali, sono disegnati con tratto nervoso, dipinti istintivamente,molto coraggiosi e meravigliosamente contemporanei. Cristina ha al suo attivo svariate partecipazioni a festival e mostre. Di seguito riportiamo alcuni eventi recenti cari all’ Artista. Nel giugno 2017 ha partecipatp al Piccolo Festival delle Arti Applicate presso il Castello Sforzesco, Milano. Nel 2016 ha tenuto una mostra personale di pittura e ceramiche presso il consolato dell’Equador. Presentò l’evento’ il maestro e critico d’arte Giuliano Ottaviani Nel maggio 2015 ha partecipato alla Mostra Artigianato Artistico Italiano a Palazzo Giureconsulti, Milano. Nell’arco della sua trentennale carriera artistica Cristina ha tenuto alcune mostre personali e partecipato a mostre collettive a Lodi, Milano, Roma, Padova e Bari. Ha infine partecipato al Nihon Festival in Svizzera e al Festival dei Due Mondi di Spoleto.
LAURA FERRARIO



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