Enciclopedia d'Arte Italiana
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CAVANÉ Stefano Lorenzo



Stefano Lorenzo Cavané nasce a Cantù il 7 marzo 1978. Fin da piccolo rivela ed esprime grande creatività, inventando e costruendo giocattoli - sia per necessità, sia per virtù - con i più svariati materiali, dal cartone alla gommapiuma. Si diploma presso l’Istituto Statale d’arte di Giussano e successivamente frequenta il primo corso di Design del Gioco e Giocattolo svoltosi a Milano nel 1998, inserendosi subito nel settore come inventore di giochi e scultore di miniature. Durante gli anni che seguono si afferma nell’ambiente creando prototipi che danno vita a prodotti di successo e diventando una personalità di riferimento per gli amanti del genere.
Nel 2014 frequenta il Corso di Alta Formazione in Design del Giocattolo "Design for kids and toys" presso il Polidesign del Politecnico di Milano e successivamente partecipa ad alcune opere di restauro come quello delle chiuse leonardesche dei Navigli di Milano. Parallelamente a queste attività artistiche di stampo prettamente figurativo, Lorenzo dà sfogo alla sua creatività ed emozioni anche nella musica, componendo, cantando e suonando le proprie canzoni. Nel 2017 approda alla Five Gallery di Lugano, dove sono presenti alcuni suoi lavori e riceve il premio speciale della critica alla rassegna internazionale d’arte "Premio Ligures". Oltre a questa nutrita produzione autoriale, Stefano - da qualche anno - realizza splendidi quadri aticipi e difficilmente classificabili che, insieme al resto della sua variegata produzione artistica, fanno di lui un outsider. Usa il plexiglass ma privilegia il supporto ligneo: massello o multistrato, liscio o intagliato, Stefano lavora su queste superfici con stucchi epossidici, araldite, prodotti per edilizia e materiali specifici per microscultura. Rappresenta luoghi reali, visioni dallo spazio profondo che diventano luoghi ideali sublimati. L’approccio è inizialmente scientifico ma nel divenire del processo creativo muta e fluttua imprevedibilmente fino a rovesciarsi nel suo solo apparente contrario, cioè afflato mistico di ricerca e rappresentazione dell’Amore in quanto Armonia e Bellezza come massime espressioni dell’Universo. Aspetto cardinale dell’opera di Stefano è l’approccio intimista volto alla focalizzazione dell’opera come riflessione, grazie alla quale si raccoglie e dialoga con sè stesso. Ammirando le opere dell’artista ci si sofferma si riflette, uscendo dal vortice mondano del "tutto e subito". L’Artista giunge a siffatti vertici filosofici e concettuali attraverso esperienze umane ed artistiche complesse e dolorose. Studia e lavora in modo dinamico e riflette sull’Esistenza e sul Creato sempre con pensiero libero, istintivo , mai accademico. Ha un approccio scientifico stringente che lo conduce ad un meccanicismo binario fino all’inevitabile rovesciamento grazie al quale l’artista distilla una sintesi diremmo yogica, in cui il punto di partenza e di arrivo è l’ Universo inteso come Materia, ma in suprema istanza Energia e infine Amore e Bellezza.
LAURA FERRARIO




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