
PIVETTA Osvaldo
(Monza 1922 - Nizza 1981)
Essere. Fondersi nell’armonia universale. Sentirsi fluire dentro l’energia del cosmo. Essere parte minima del tutto. Oltre il limite dell’umano, oltre il limite dei sensi per percepire l’eternità.
Antonio Maria Pivetta
Nasce a Monza il 4 agosto 1922, dove consegue nel 1940 il diploma all’Università delle arti figurative, noto come Istituto superiore per le industrie artistiche, celebre scuola d’arte e design ubicata nella Villa Reale (1922-1943). Osvaldo Pivetta è stato scultore e soprattutto pittore figurativo contemporaneo, allievo nel percorso degli studi di Pio Semeghini. Dopo la guerra e la contestazione si avvicina all’informel, poi all’arte neo-figurativa, che gli permetteranno di raggiungere la purezza della luce. Espone in numerose mostre personali, tra le quali, alla Galleria dei Bossi, Milano, nel 1958, a cura di Mastrolonardo e Monteverdi, alla galleria Il Triangolo, Roma 1961, alla galleria L’Impronta di Biella, 1974, nel 1975 a New York presso la Casa Italiana Columbia University. Espone dal 1972 al 1976 alla Galerie Jaubert e Galerie du Congrés, Lhemans Gallery, Londra, al Kunst Museum, Amburgo, nel 1975 in Galerie d’Art Carlos, Tolosa. Hanno scritto di lui numerosi critici d’arte, tra i quali André Verdet, Giorgio Kaisserlian, Leonardo Borgese, Pietro Ghilarducci, Enotrio Mastrolonardo, Flaminio Gualdoni. Nel 2026 per volontà degli eredi viene costituito l’archivio dedicato all’artista. Muore a Nizza in Francia il 18 aprile del 1981. Citato nelle edizioni del Treno dell’Arte, in sosta presso 28 stazioni ferroviarie italiane, nel 2006 e nel 2007, da Trenitalia. Le sue opere si trovano nei Musei Civici di Monza, al Gabinetto delle stampe e nella Collezione Luca Crippa
Giornali:
Corriere della Sera, Il Giorno, La Notte, Il Resto del Carlino, Il Secolo, La Stampa, Il Messaggero,
Nice Matin, Le Figaro, L’Eco della Finanza, Le Monde, Der Spiegel, Blick, L’Express, Paris Match.
Radio e Televisione:
Italiana, Montecarlo, Svizzera, Francese.
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