Enciclopedia d'Arte Italiana
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ROSCINI Mara



Nata a Foligno, nel cuore pulsante dell’Umbria medievale, Mara Roscini incarna la passione per l’arte in tutte le sue forme. Fin da giovanissima si dedica con entusiasmo alla pittura – dall’olio agli acquerelli – e alla scultura, ma è intorno al 2000 che scopre l’antichissima arte della ceramica, trovando in essa una nuova dimensione espressiva. La sua ricerca artistica si radica nella secolare tradizione italiana della ceramica, che Mara reinterpreta con uno stile personale e raffinato. Osservando i suoi dipinti su ceramica, si percepisce immediatamente la maestria tecnica con cui restituisce scene e dettagli di un mondo che sembrava perduto, donando loro nuova vita e originalità attraverso la sua visione. La creatività di Mara Roscini non conosce confini: sperimenta con audacia anche nell’arte moderna, spaziando dall’olio su tela ai colori acrilici mescolati con smalti e polveri di quarzo, dalle tempere alle sovrapposizioni di pigmenti non leganti, fino all’utilizzo di composti chimici naturali. Ogni tecnica diventa per lei occasione di esplorazione e innovazione. Il talento di Mara è stato riconosciuto in numerose occasioni: è stata selezionata per realizzare premi di gare a tema medievale come il Tiro alla Balestra, e in occasione della 58ª edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto ha ricevuto l’incarico dall’amministrazione comunale di creare il dono ufficiale per il grande maestro Fernando Botero, consegnato il giorno dell’apertura della mostra dell’artista colombiano. La sua arte ha varcato i confini nazionali, partecipando a mostre virtuali e internazionali: dal contest “MY Hero” presso il Museo Villa Bassi Rathgeb (2021), alle esposizioni presso Art’s Space Gallery di Milano (“All you need is ART”, “ViaggiArte” 2021), fino al Meridiam Cultural Center di Mosca (marzo 2022). Mara Roscini continua a sorprendere e coinvolgere, portando avanti una ricerca artistica che unisce tradizione, innovazione e una profonda sensibilità per la bellezza.

MARA ROSCINI: STRATIFICAZIONI DELLA MATERIA E ARCHEOLOGIE DELLO SPIRITO
L’incontro con Mara Roscini durante la mostra "Mosaico di pace" a Trevi nel 2025 mi ha offerto l’opportunità di osservare da vicino un percorso artistico che merita attenzione critica per la sua coerenza metodologica e per la capacità di interrogare alcuni nodi centrali della contemporaneità artistica italiana.
La ricerca di Roscini si distingue per un approccio molto interessante alla sperimentazione tecnica. Il passaggio dall’olio agli acquerelli, dalla scultura alla ceramica, fino all’impiego di acrilici, smalti e polveri di quarzo rappresenta un metodo di indagine che la identifica e contraddistingue. Questa pluralità di linguaggi rivela un’artista che pone al centro del proprio lavoro la professionalità e la passione per il linguaggio artistico.
In questo senso, Roscini si colloca in una tradizione tipicamente umbra di dialogo tra la dimensione spirituale dell’arte e la sua concretezza materica, un’eredità che affonda le radici nella cultura del territorio ma che l’artista rielabora attraverso una sensibilità indubbiamente contemporanea.
Uno degli aspetti più interessanti della poetica di Roscini riguarda il tentativo di rendere percepibile ciò che si sottrae alla visione immediata. È come un’indagine sulle soglie percettive, su quel confine fragile in cui la forma e la materia si caricano di risonanze emotive per raggiungere gli osservatori più attenti e disponibili a lasciarsi contaminare della bellezza dell’arte.
Questa tensione tra visibile e invisibile richiede allo spettatore una disponibilità all’ascolto, una capacità di rallentare lo sguardo per cogliere quelle vibrazioni che le opere di Mara Roscini possono generare. Se da un lato i riconoscimenti istituzionali confermano la qualità tecnica e la maturità espressiva di Roscini, dall’altro è importante, secondo me, sottolineare in quale modo il suo lavoro si distingua nel panorama contemporaneo italiano. In un contesto in cui molta produzione artistica sembra rispondere prevalentemente a logiche di mercato o a mode del momento, Mara Roscini riesce a mantenere costante uno studio estetico e di indagine verso il proprio mondo interiore che si traduce in una riconoscibilità stilistica e coerenza contenutistica.
In un panorama spesso dominato da operazioni concettuali fredde o da virtuosismi tecnici fine a se stessi, Roscini propone un’arte che non rinuncia all’intelligenza formale ma che nasce da un’urgenza espressiva autentica, riuscendo così a costruire un percorso che merita di essere seguito con attenzione nelle sue future evoluzioni.


Sito web: www.roscinifineart.it

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