Enciclopedia d'Arte Italiana
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FERRARI Graziano



Il Divisionismo non proiettivo
Il Divisionismo non proiettivo nasce dall’applicazione della tecnica divisionista all’arte informale. Sono arrivato a questa sintesi alla fine di un percorso in cui la risoluzione di alcune contraddizioni formali si è rivelata quasi inconsciamente. L’esigenza era di trovare un “gesto” pittorico che potesse dare più dinamismo alle mie composizioni e in questo il frazionamento del colore e il ritmo del tocco divisionista si prestavano allo scopo. Storicamente, il divisionismo è una derivazione del pointillisme di Seurat e Signac, i primi ad usare un rigoroso metodo scientifico. Il loro intento era quello di superare i limiti dell’Impressionismo che pioneristicamente aveva indicato la strada per una pittura più vicina alla reale percezione della natura, ma che era limitato da un approccio empirico. Con questa tecnica gli artisti si proponevano di ottenere la scomposizione del colore in base alle allora ultime scoperte scientifiche in fatto di acquisizione naturale dei colori a livello retinico. I “punti”, così come le linee e le pennellate accostate ma non sovrapposte, dovevano indurre l’occhio dell’osservatore a ricostruire le tonalità e le sfumature. I divisionisti italiani non accolsero in tutto questo metodo elaborando una pennellata “ibrida” fatta di filamenti e tratti che si sovrapponevano, anticipando lo stile poi adottato da alcuni futuristi (Boccioni e Balla). Negli anni che vanno dal 1890 al 1915, si svilupparono specifiche varianti conseguenti al diverso clima culturale. I massimi esponenti del divisionismo vengono considerati Pellizza da Volpedo e Segantini, ma quello che maggiormente mi ha colpito è Gaetano Previati (1852-1920) per il suo modo particolare di realizzare l’opera con sottili filamenti di colore. La pennellata fluida e filiforme che egli impiegava per rendere l’aspetto fluttuante e continuo dell’immagine interiore, si è convertita per me nel metodo più appropriato per oggettivare il reticolo delle sensazioni derivate dall’elaborazione degli stimoli esterni, con un’attenzione particolare alle contraddizioni sociali che il nostro tempo non manca mai di fornire. La pittura come ricerca che genera un linguaggio personale che pur restando incomprensibile ai più, è qualcosa di potenzialmente universale in quanto si rivolge alle capacità comuni di tutti gli esseri pensanti: a quelli che non abdicano in favore del pensiero omologante. Per comprendere bisogna innanzi tutto porsi delle questioni e l’arte ha il compito di esserne il portatore, soprattutto di quelle che non piacciono perchè complesse e che potrebbero innescare scomodi ritorni di coscienza. L’arte informale (dal francese informel, termine utilizzato dal critico M. Tapié in Un Art Autre) è una tendenza artistica che si impone agli inizi degli anni Cinquanta del XX secolo, in Europa, in America e Giappone. Non si presenta come una corrente con caratteristiche precise e riconoscibili: l’informale interpreta il clima di profonda sfiducia nei valori conoscitivi e razionali che segue la seconda guerra mondiale. Per la sua carica irrazionalistica si rifà all’impressionismo (vedi la definizione di «impressionismo astratto» che talvolta gli viene attribuita), all’esperienza dadaista (negazione della cultura), surrealista (esplorazione dell’inconscio) ed espressionista (ricorso all’immagine violenta come espressione diretta del profondo). Le ragioni profonde del rifiuto sono da ricercare nel disagio seguito alla seconda guerra mondiale e al disinteresse per una realtà naturale e umana che ha potuto permettere tale orrore. Una volta ricusato il proposito formale, l’essere e il fare del soggetto artista passano in primo piano rispetto ai risultati del suo lavoro e ciò che ne scaturisce è più una risultante che una meta. La forma perde di importanza e ne acquisisce la materia, con la quale l’opera finisce per identificarsi. A causa di una condizione di disarmonia esistenziale, politica e sociale, l’artista si rivolge alla materia priva di forma e di questa indaga tutte le possibilità espressive. Del divisionismo ho utilizzato la tecnica del colore e il ritmo della pennellata; dell’informale ho mantenuto il carattere immediatamente costruttivo libero da vincoli rappresentativi. Ecco quindi il divisionismo non proiettivo, assumendo la definizione di “non proiettiva” data dallo storico dell’arte e psicologo Rudof Arneim (1904-2007) a proposito di quell’arte che non ha lo scopo di proiettare il reale sulla tela. (Graziano Ferrari)

Curriculm artistico

Personali
1984- Galleria 14, Firenze; 1990- Galleria Morion, Varsavia; 1995- Galleria La Telaccia, Torino; 1996- Galleria Solo Arte, Milano; 1998 - Galleria La Nuova Sfera, Milano; 1999 - Galleria De Clemente, Brescia; 2003 - Villa Pomini, Castellanza (VA); 2004 - Cassina Anna, Milano; 2006 - Sala Olimpia di ARTECULTURA, Milano; 2007 – Palazzina Liberty, Milano; 2017 - Galleria degli Artisti, Milano; 2017 - Portineria 14, Milano.

Collettive
1981 - Villa S. Giacomo, S.Margherita Ligure; 1983 - Galleria di Palazzo Doria, Genova; 1985 - Galleria Sant’Ambroeus, Milano; 1986 - Galleria Centro Storico, Firenze; 1986 - Centro civico zona 15, Milano; 1987- Palazzo dell’Arengario, Milano; 1987 - Mostra del miniquadro, Milano; 1989 - Villa Guaita, Collegno (TO); 1992 - Galleria La Viscontea, Rho (MI); 1994 - Galleria del Sempione, Arona (NO); 1994 - Galleria La Meridiana, Piacenza; 1994 - Petrofil Gallery, Milano; 1995 - Galleria Malatestiana, Rimini; 1997 - La Versiliana, Marina di Pietrasanta ; 1997 - Banca Agricola Milanese, Milano; 2001 - Galleria 2000, Milano; 2005 – Galleria Giochi d’Arte, Milano; 2007 – Circolo Filologico Milanese, Milano; 2008 – Galleria 2000, Milano; 2008 – Circolo Filologico Milanese, Milano; 2009 – Galleria Zamenhof, Milano; 2014 - Museo di Arte e Scienza, Milano.; 2016 - Satura Art Gallery, Genova; 2016 - Galleria ArtTime, Udine; 2016 - VirArt Gallery - New York

Fiere e manifestazioni internazionali
1990 - ARTEprima - Fiera di Milano – MODIT, Milano; 1991 - ARTEprima ’91, Milano; 1992 - International Trade Center-Harumi, Tokyo; 1992 - Hyatt Regency DFW, Dallas; 1992 - Jacob K.Javits Convention Center, New York; 1992 - Convention Center, Los Angeles; 1992 - Apparel Mart, Atlanta; 1992 - Euro Arte Expo, Verona; 1993 - International Trade Center-Harumi, Tokyo; 1993 - Jacob K.Javits Convention Center, New York; 1993 - Market Hall, Dallas; 2005 - ARTE FIERA, Genova; 2005 - ARTE FIERA, Reggio Emilia.

Opere in permanenza
Comune di Castellanza, Castellanza (VA); Clinica Columbus, Milano; Casa VIDAS; Milano. Nel 2012 la sua scultura "L’ uomo cosciente" è stata collocata nella piazza principale di Olivadi (CZ)

Pubblicazioni
1983 Bolaffi Arte (ed. Giorgio Mondadori/Milano) ; 1983 La mia galleria (ed. Galleria Annamaura/Milano) ; 1985 Artisiti del XX secolo (ed. Seledizioni/Bologna) ; 1986 - Catalogo Gelmi (ed. Gelmi Edizioni/S.S.Giovanni-MI); 1986 – Brianza Oggi (Arcore/MI); 1990 – Il Giornale dell’Arte (ed. Umberto Allemandi/Torino); 1991 – Il Gazzettino illustrato (Venezia); 1991 – ARTEprima (ed. Progetto Italia/Milano); 1992 – Artexpo California (ed. Advanstar Expositions/Los Angeles-USA); 1992 – Dizionario enciclopedico (ed. Editrice Alba/Ferrara); 1993 – Repertorio d’arte contemporanea (ed. Vincenzo Ursini/Catanzaro); 1993 – L’élite (ed. L’élite/Varese); 1993 – Dizionario enciclopedico (ed. Editrice Alba/Ferrara); 1994 – Catalogo Petrofil (ed. Petrofil/Milano); 1995 – Annuario COMED (ed. COMED/Milano); 1995 – Praxis artistica (ed. Praxis/Rimini); 1995 – Annuario d’Arte Moderna (ed. A.C.C.A./Roma); 1995 – Spazio Ovest (ed. Edit Service/Collegno (TO); 1996 – Artenova 96 (ed. Artenova/Verona); 1996 – Arte italiana per il mondo (ed. CELIT/Torino); 1998 – Il mito mediterraneo/Pinacoteca comunale d’arte contemporanea (ed. Mario Congedo/Ruffano (LE); 2005 – ARTE Genova (ed. Matteo Editore/Genova); 2005/giugno – ARTE (ed. Giorgio Mondadori/Milano); 2005 – Immagina ARTE in Fiera (ed. Fiere di Reggio Emilia); 2006 – ARTECULTURA n.8 anno XXXX; 2006 – Catalogo Asta n.71 Galleria Pace - ARTECULTURA n.3 anno XXXXI; 2007 – Art Diary International (Giancarlo Politi Editore, Milano); 2009 – Koinè: la mostra delle mostre (Galleria Zamenhof, Milano).

Cenni critici
1983 Annamaura Malatesta; 1994 - Lino Fasano; 1994 – Giorgio Falossi (Il Quadrato); 1995 - Paolo Zauli (Praxis Artistica); 1996 - Franco Passoni; 1998 – Carlo Franza (Il Giornale); 2006 – Teodosio Martucci (ARTECULTURA); 2007 – Teodosio Martucci (ARTECULTURA).- 2017 - Alberto Moioli (Enciclopedia d’Arte Italiana)


e mail: grazianoferrari.arte@gmail.com


QUOTAZIONI *
Quotazioni riferite dal perito estimatore dell’Albo consulenti del Tribunale di Milano
Dipinti:
cm 50x70 € 1.500,00
cm 50x50 € 1.000,00
cm 30x35 € 650,00
Sculture:
cm 100x50x50 € 4.000,00


Sito web: www.ferrarigraziano-arte.com


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Liliam (gesso vetrificato) 10x10x15 - 2006
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Apparizione in superficie del substrato - Olio su tela - 60x60 - 2016
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Ciò che ora o qui è effetto, là o poi diventa causa - Olio su tela - 50x70 - 2015
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Il sogno - olio su policarbonato - 100x100 - 2016
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Sopravvivere alla propria felicità - Olio su tela - 60x63 - 2016
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Nel primo fiorire dei suoi inganni - Olio su policarbonato - 100x100 - 2015
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Scissioni parziali - Olio su tela - cm 60x45 - 2016
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Rimando evocativo a qualcosa di ulteriore e di sfuggente - 2013 - 18x12x8 - Gesso colorato sottoposto a vetrificazione
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Il temporaneo attimo della felicità - Acrilico su policarbonato - cm 100x100 - 2014
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Elemento ideologico soggettivo-Olio su tela-60x80-2016
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Equilibrio sospeso-Olio su tela-60x80-2016

Artisti a Villa Clerici Graziano Ferrari

Mostra collettiva alla galleria Elle di Preganziol (TV)

Artisti a Palazzo Visconti 2017 Graziano Ferrari


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