Enciclopedia d'Arte Italiana
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RENOLDI Massimo



Nato a Saronno nel maggio del 1961, Massimo Renoldi vive e lavora a Rho.
Già da bambino dimostra particolari propensioni per il disegno e la pittura.
Dopo essersi diplomato geometra nel 1984, al termine degli anni Ottanta l’interesse spiccato per il disegno, l’arte ed il design riemerge prepotentemente, inducendolo a frequentare il “Corso di Arredamento e Design” presso l’ “ACCADEMIA BOLOGNESE”, dove si diplomerà nel 1991.
Negli anni novanta, presso lo Studio-Atéliér di Via dei Martiri, comincia a dedicarsi con assiduità, accanto al proprio lavoro di geometra e arredatore, all’attività artistica, arrivando ad identificare con sempre maggiore determinazione un proprio peculiare linguaggio espressivo.
Numerosi i Premi ed i Concorsi di pittura a cui negli anni partecipa, ottenendo riconoscimenti importanti, premi e segnalazioni. Tra i più importanti segnaliamo:
• Targa “Galleria d’Arte Re di Quadri (maggio 1998) - “XXXII PREMIO NAZIONALE DI PITTURA E XXVII PREMIO NAZIONALE DI GRAFICA DEL POMERO” - opera “Papere nella Notte”.
• 2° premio per l’opera “Stretta Scatola Piatta” - 6^ edizione del “CONCORSO DIPINGERHO” (dicembre 2002)
• “Medaglia Amici del Pomero - “XLIII PREMIO DI PITTURA NAZIONALE E XXXVIII D I GRAFICA DEL POMERO” - opera grafica “Il gioco è spesso misto! Manualità cromatica”.
Sempre nell’ambito del medesimo premio ottiene segnalazioni negli anni 1999, 2000, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2008, 2009, 2010.
Nel 2000 l’artista allestisce la prima mostra personale, esponendo le opere di dieci anni di produzione, e pubblica una raccolta di poesie.
La seconda mostra personale viene organizzata nel 2008, con grande riscontro di pubblico ed eco nell’ambito della stampa locale.
Nel febbraio 2011 inaugura la mostra “Il gioco è spesso misto”, presso la Galleria d’Arte “Il Qadrifoglio”, di Rho.

Partendo quindi da uno sfondo quasi sempre uniforme, in cui generalmente prevalgono le tonalità tenui, l’opera viene concepita facendo appello a questo impulso irrazionale, che porta alla luce forme che non sono più oggetti con la loro urgenza fisica, ma apparizioni, manifestazioni di una realtà psichica più che materiale. E questo rende - riducendo l’aderenza alla realtà – il quadro sempre più soggettivo. Anche negli assemblaggi, che costituiscono forse la produzione più singolare di Renoldi, egli fa ricorso ad oggetti attinti dal reale ( pacchetti di sigarette, sigarette stesse, fili, materiali di uso quotidiano, cornici che si incastrano l’una nell’altra), ma questi oggetti perdono la loro essenzialità per divenire poesia, simboli di una vita. Questi lavori si trasformano così in invenzioni espressive sospese fra ricerca e gioco di prestigio, che raccontano, attraverso l’ironia e la libertà, un uomo che consapevolmente gioca con se stesso e la propria comunicatività.
(Cristina Palmieri, 2000)

“….Ripercorrendo la storia creativa di Renoldi, troviamo, dai primissimi lavori degli anni ’90 sino alle ultime opere, tratti distintivi che ne delineano la personalità artistica. Vi è in lui un chiaro rifiuto di una forma o di una formula definitiva con cui dar vita alla propria intuizione. Si esprime piuttosto attraverso gesti liberi, refrattari ad ogni convenzione stilistica. Il suo universo espressivo è vario e multiforme, sospeso fra figurazione (in molti quadri è ben presente la presenza di oggetti ben riconoscibili, dipinti o applicati) e astrazione, fra materiale e onirico, fra informale e concettuale. ….”
(Cristina Palmieri, 2008)

“….Le opere dell’ultima mostra si presentano come “collages-assemblages”, in cui tutti gli elementi si articolano in una coerente spartizione spaziale. Lo studio perciò si organizza su svariati piani. L’utilizzo, appunto, dell’oggetto svincolato dal proprio contesto originario, la ricerca materica, il desiderio di comporre e ridisegnare, tramite il collage, lo spazio. Su tutto questo, come ultimo intervento, ma forse il più importante, la pittura. Quel gesto libero, sciolto, a volte fluido, talvolta più nervoso, tipico di Renoldi.
E il colore, per lo più vivace, squillante, ricco di rossi, gialli, arancioni, blu, ma ora – in alcuni lavori – anche più pacato, giocato su poche tinte (grigi, terre, marroni scuri) in una dimensione con echi quasi sironiani, se non nel disegno, almeno nel cromatismo e nell’atmosfera. La pittoricità, quindi, non è mai dimenticata. Anche se oggi notiamo una gestualità più contenuta, quasi trattenuta a favore di una maggiore indagine di pulizia e rigore…..”
(Cristina Palmieri, 2011)


QUOTAZIONI *
*Quotazioni riferite dall’Artista
Da 500,00 EURO a 4000,00 EURO


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