Enciclopedia d'Arte Italiana
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TODESCHINI Riccardo



I colori primari di Riccardo Todeschini
L’abito non fa il monaco, se pensiamo all’abito di Arlecchino. Non possiamo immaginare un abito diverso dallo sgargiare di colori, dal tripudio di cromie che, portate sulla scena, con fare disinvolto, raccontano l’esatto contrario di quel che esprime l’artista Todeschini nelle sue stesure di colori. I colori sono forti, sono primari e decisi, stesi con passione, con saggezza e cura quasi maniacale . Essi ci aprono pareti immaginarie e vengono veicolati a briglie sciolte , in un mondo geometrico e anche astratto.
Avvertiamo esattamente quello che l’artista vuole raccontarci. Senza usare contenitori contaminati. In un modo semplice. La semplicità è il “leitmotiv” essenziale per comprendere Il percorso artistico di Riccardo Todeschini. Il richiamo a Morandi, per la semplicità e per mondi supremi, nonché per il rigore espositivo, è lecito. Con le forme geometriche , che fanno pensare a lunghi viaggi lontani, con il mare lucente e piatto sottostante.
Forme che si sovrappongono e si rincorrono in una danza piacevole fatte di colori primari che come un ventaglio colorato che si apre senza sonoro, fanno da contrasto formale alla confusione della città. (Grazia Chiesa, 24 settembre 2012)

(...) “Di professione notaio, per passione pittore” o “di professione artista, per hobby notaio”? La domanda che ci si pone è del tutto lecita. Perché, osservando con attenzione il lavoro di Todeschini, il richiamo all’astrattismo italiano del secolo scorso è inopinabile. Geometrie, razionalità, colori primari e soprattutto semplicità, caratterizzano le opere dell’artista, quasi a cogliere sfumature profonde della sua interiorità e dei suoi stati d’animo. Gli accostamenti cromatici risultano perfetti e questo è dovuto alla meticolosa ricerca che l’artista esegue sui colori. I contorni nitidi delle figure ne rafforzano la sfrontatezza, il coraggio di osare degno di chi conosce perfettamente la qualità espressiva di quel che sta realizzando. (...) Parlando del suo lavoro Riccardo scrive queste poche righe (...) Non mi ha mai interessato colorare casette con i monti intorno ad un lago, bianche vele sul mare azzurro o una qualsiasi visione della realtà naturale. Volevo realizzare sulla tela un’immagine che in natura non ci fosse. Volevo costruirla con la fantasia, scavando dentro di me. Volevo che si potessero percepire sensazioni come equilibrio e ritmo degli spazi vuoti, pieni del chiaro e dello scuro, di linee curve e di linee rette. I colori che uso vorrei trasmettessero la mia gioia di vivere. (Daniele Decia).

Ho avuto la fortuna di incontrare l’artista Riccardo Todeschini in occasione della mostra al Museo d’Arte e Scienza di Milano nel 2012, per poi rincontrarlo nello stesso autorevole spazio museale appena due anni più tardi, uno spazio temporale che però mi ha consentito di poter apprezzare l’evoluzione di un percorso espressivo in costante crescita qualitativa. Affrontando dunque l’aspetto relativo al repertorio pittorico dell’artista, si manifesta una ricerca sempre più rigorosa dell’espressione geometrica guidata da una libertà creativa particolarmente libera, in quanto non legata e obbediente ad alcun clichè grafico noto. All’interno del percorso artistico di Todeschini si fondono stili e coscienze espressive che appartengono alla storia dell’arte e con essa crea un sottile e intrigante filrouge, benché il risultato finale di ogni sua opera rifugge all’eventuale tentazione di rinchiudere il suo estro creativo entro mura stilistiche forzate. Riccardo Todeschini è dunque un uomo e un artista “libero” da ogni costrizione creativa e intellettuale, la sua maggior libertà nasce dalla propria anima attraverso la quale si confronta nell’atto in cui il germoglio di una nuova opera sta per prendere vita. Le linee di Todeschini si alternano alle tonalità e creano forme che dialogano sulla tela con gli spazi bianchi, regalando allo spettatore l’impressione di una danza astratta in cui la profondità appare come elemento ritmico dell’opera stessa. È così che le geometrie e l’astrattismo dell’artista appaiono come una liberazione espressiva della realtà pur mantenendo inalterato e sospeso nel tempo il nucleo poetico nascosto tra i contrasti delle forme e dei colori. La sintesi espressa da Riccarto Todeschini con le sue linee è sinonimo di “pulizia” e rigore creativo ridotto all’essenza, alla verità e non è da confondersi con l’apparente semplicismo che appartiene ad un mondo assai distante dal vedere e dal sentire dell’artista, quello della superficialità. L’artista è cosciente del significato anche sim- bolico di ogni colore, applica infatti una grande attenzione nella scelta delle tonalità da utilizzare proprio perché gran conoscitore degli insegnamenti espressi da Wassily Kandinsky sulla teoria cromatica e sulla “necessità interiore”. Tonalità, luminosità, saturazione sono elementi naturali che ormai appartengono di diritto ai codici del linguaggio artistico utilizzato quotidianamente da Todeschini nell’atto della “creazione”. Il ritmo visivo percepito osservando le opere dell’artista è determinato dai contrasti dall’alternanza tra i colori come insegnato ampiamente da Johannes Itten nell’opera letteraria “l’arte del colore”. Così come Itten insegnò alla scuola Bauhaus la teoria del colore, Paul Klee nella stessa istituzione approfondì gli studi e si rivelò un grande innovatore dell’uso della linea e del ritmo espresso nelle sue opere, un processo di astrazione e semplificazione che giunge poi all’estrema sintesi, concretizzando uno stile che diverrà celebre in tutto il mondo. L’espressività di Riccardo Todeschini contiene anche tutto ciò, le linee marcate che separano forme e tonalità, geometrie e sfondo, sono scelte stilistiche importanti che determinano la “maturità artistica” ormai ampia- mente raggiunta. La bellezza è il punto di riferimento centrale sul quale l’artista lavora incessantemente, perfettamente conscio dell’esistenza di una bellezza esteriore e interiore, come sull’esperienza quotidiana pervasa sempre di più su un’esteticità seduttiva che induce al consumo e concentrata spesso solo sull’a- spetto superficiale. Riccardo Todeschini si esprime attraverso il linguaggio della sua particolarissima sensibilità creativa, lasciando ampi spazi all’immagi- nazione e all’emozione personale di coloro i quali si affacciano alle sue opere. (Alberto Moioli)

La doppia esperienza al Museo d’Arte e Scienza a Milano di Riccardo Todeschini (2012 e 2014) ha cosentito l’osservazione di un significativo percorso che l’artista sta’ compiendo attraverso una consapevole e interessante evoluzione creativa. Le ultime opere mostrano ancor più chiaramente una straordinaria maturità artistica che si evidenzia in un tratto marcatamente personale, in virtù di uno stile ormai ampiamente consolidato. Riccardo Todeschini ricerca un’essenza formale particolarmente raffinata perché incentrata su motivazioni intellettuali che mostrano una particolare sensibilità creativa e riflessiva. Le opere dell’artista suggeriscono così nuove e intense sensazioni astratte che riportano alla memoria il “ritorno all’ordine” inteso come necessità interiore e di chiarezza evidenziato da Von Doesburg nel manifesto del neo-plasticismo nel 1920. Il linguaggio espressivo di Riccardo Todeschini non è ascrivibile però ad alcuna corrente contemporanea, benché i riferimenti storici siano evidenti e sapientemente suggeriti, ciò che identifica l’artista è certamente il percorso intra- preso, perché è caratterizzato da una costante evoluzione espressiva. Colori, linee, spazi e volumi sono gli strumenti che Riccardo Todeschini utilizza per comporre le sue sinfonie pittoriche, un esercizio stili- stico che ha come direttore d’orchestra unicamente il cuore d’artista libero. L’uomo più sensibile è come un ottimo violino antico che vibra ogni volta che viene sfiorato dall’archetto. (Alberto Moioli)



QUOTAZIONI *
Quotazioni riferite dall’Artista
Da € 2.000 a € 10.000 in funzione della tecnica e delle dimensioni.

Otto Sguardi d`Autore 2014

Otto Sguardi d`Autore 2012

Artisti a Villa Clerici Riccardo Todeschini


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