Enciclopedia d'Arte Italiana
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PICCHI Mario



Siena, 22 Aprile 1929 – Siena, 19 Settembre 2011.
Il suo approccio con il figurativo è avvenuto prestissimo come caricaturista d’eccezione: tra i suoi allievi figura l`allora giovanissimo Emilio Giannelli, ora caricaturista del Corriere della Sera. Iscrittosi alla facoltà di Architettura di Firenze, contemporaneamente si dedica alla “Libera scuola del Nudo” presso l’Accademia delle Belle Arti. Negli anni Cinquanta è un susseguirsi di mostre e premi. Nel 1953 vince il concorso nazionale per un affresco nella Basilica di S. Francesco a Siena. Nel 1956 vince il Premio San Fedele con “La cucitrice”. Nel 1957 espone presso le prestigiose gallerie d’arte Cairola di Milano e Cosmè di Ferrara, presentato da Ugo Nebbia e Matteo Marangoni, critico di cui gode tra l’altro amicizia e stima. Nel 1962 si trasferisce a Roma, città che per oltre 40 anni diventerà la sua seconda patria e dove rimane in contatto con altri senesi divenuti anch’essi romani come l’editore Arrigo Pecchioli e il regista RAI Sandro Spina. Dal 1980 collabora con la casa editrice EDITALIA realizzando i frontespizi in scultura a bassorilievo di edizioni prestigiose. Si dedica per un certo periodo all’insegnamento e la sua grande abitazione romana diviene un museo espositivo personale con centinaia di opere, in cui tiene `Mostre Incontri d`Arte` organizzate annualmente. Estremamente poliedrico si dedica indifferentemente alle tre arti: Pittura, Scultura e Architettura. Grandissima importanza viene data nelle sue opere alla composizione, all’anatomia ed alla luce, oltre che alla prospettiva e di questi argomenti redige appunti e trattati interessantissimi. Nei suoi dipinti ad olio usa tecniche rinascimentali studiate e ricreate quasi fedelmente. Nella scultura riesce a fondere plasticità e vigore, sperimentando inoltre nuovi materiali, resistenti e compatti, quali una pasta di legno che rende malleabile e plasmabile sino al cesello. Ritornato in tarda età nella sua amata Siena, continua sino alla fine a lavorare e a `vivere per la sua arte`. L’improvvisa scomparsa gli impedisce di ritirare il “Premio alla carriera” conferitogli dallo Spoleto Festival Art. Hanno scritto di lui:
Matteo Marangoni, Ugo Nebbia, Renato Passaro, Vittorio d’Aste, Arrigo Pecchioli, Arcangelo Rotunno, Giovanni Colacicchi, Gilberto Madioni, Lucio Scardino, Marco Ciampolini, Luca Filipponi, Ernesto d’Orsi e altri.

…”Quello del recupero del passato, visto come ritorno all`ordine, fu la direttiva principale della poetica di Mario Picchi. Nelle sue pitture oltre al volume essenziale era lo spazio, sempre chiarissimo, perfettamente percepibile, geometrico, matematico. Si percepisce un amore per il Quattrocento che non è solo ritrovamento dei valori plastici, ma anche recupero di una luce che non solo costruisce, ma anche schiarisce le composizioni, le rende solari, ne arricchisce la spazialità e la chiarezza. La ricerca di questo artista tuttavia non è solo tradizione, ma anche innovazione, un elemento questo che si avverte più nei materiali che nelle forme: particolari le sue sculture in pasta di legno con un`apparenza a metà strada fra la produzione lignea e quella in bronzo.”
Marco Ciampolini, docente di storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti a Carrara

…”Mario Picchi è attento ad una figurazione che pone le sue basi sul segno, sull’amore per il nudo, che egli concepisce nelle forme più perfette, attento pure al colore che deposita sulle tele, come fiamma di luce bene intonata alla definizione dei corpi, degli oggetti, delineandone l’armatura leggera ma luminosa, in un felice equilibrio della struttura dei soggetti e del colore. Si potrebbe definire l’arte del maestro senese, una ricerca del tempo perduto o piuttosto di un rinvenimento di luoghi, di monumenti, di figure storiche e mitologiche e di quant’altro appartiene a quelle che comunemente vengono definite le radici della cultura. I suoi dipinti sono vere “icone” del bello e bloccano il passato non per proteggerlo o nasconderlo o darne una impressione di decadenza, ma per vivificarlo in una esaltazione di riconoscimento che il presente fa del passato.”
Gilberto Madioni

…”Non è certo facile imbattersi ai nostri giorni in un artista che guardi così seriamente all`opera dei grandi Maestri del passato, e che a quelli riferisca il suo appassionato lavoro. Mario Picchi pur sentendosi ed essendo, naturalmente, moderno e attuale, rifugge da tutto quanto è di “moda”. Egli è particolarmente attratto dalla composizione e il suo interesse più vivo è per la figura umana. I valori compositivi e illustrativi delle sue pitture sono tali, da accendere l`”ardenza” nell`osservatore.”
Giovanni Colacicchi

PRINCIPALI MOSTRE ED EVENTI 2012:
- “Mario Picchi, un artista senese tra sacro e profano” Museo della Contrada della Selva
– Siena; “Un senese a Roma” – Terme Antica Querciolaia
– Rapolano Terme; “Mostra Antologica: Mario Picchi pittore e scultore” Spoleto Festival Art - Piazza della Signoria
– Spoleto; “Annullo Filatelico speciale” 8 Settembre 2012
– Poste italiane; “Premio alla carriera” - Spoleto Festival Art.

COLLOCAZIONE OPERE PUBBLICHE
1957 “Deposizione dalla Croce”, Curia Arcivescovile, Ferrara; 1969 porte in bronzo Tabernacolo, Battistero S. Giovanni, Siena; 1978 formelle in bronzo per Pulpito e 1979 scultura “Battesimo di Gesù” , Chiesa “Maria SS. Immacolata”, SI; 1987 “Madonna della Selva”, Museo di Contrada, SI; 1989 scultura in pasta di legno `S.S. Pietro, Paolo e Marco ` Chiesa S.Pio, RM.


QUOTAZIONI *
*Quotazioni riferite dall’ `Archivio delle Opere Mario Picchi`
Da € 3.000,00 a € 30.000,00.
Per opere grandi e cicli pittorei e scultorei consultare l’Archivio delle Opere Mario Picchi.
e-mail: mariopicchi@mariopicchi.com

Sito web: www.mariopicchi.com


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Mario Picchi
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Cucitrice (Premio San Fedele), Olio, Tela di juta, 100X70cm, 1956
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Palestra, Olio, Tela, 150x100cm, 1957
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Resurrezione di Lazzaro, Olio, Tavola, 150x182cm, 1967
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Nascita di Venere, Olio, Tela, 129x120cm, 1980
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Nuotatrice a riposo, Olio, Tavola, 70x90cm, 1983
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Annunciazione: Angelo e Madonna, dittico, Olio, Tavola, 36x26cm, 1984
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Bagnanti, Olio, Tavola, 100x150cm, 1985
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Piccola darsena, Olio, Tavola, 40x50cm, 1998
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Donna seduta e Donna su tronco, Terracotta, h. cm 48 e cm 56, 1957
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Nuotatrici subacquee, Rilievo, Pasta di legno, 107x65cm, 2004

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