Enciclopedia d'Arte Italiana
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PITRUZZELLO Giuseppe



Nato a Sortino (SR) nel 1953, si è laureato presso la Facoltà di Architettura a Torino e nella stessa città attualmente opera.
All’età di 21 anni è tra i vincitori del concorso internazionale bandito da La Stampa, Le Monde, The Times e Die Welt, Tema: "Environment 1974".
L’esposizione fu realizzata in Torino presso i saloni di “Torino Esposizioni”(ex Salone dell’Automobile) con la direzione dell’Ing. Giovanni Nasi.
Vi parteciparono artisti da tutto il Mondo.
La giuria era composta da Direttore de La Stampa Arrigo Levi, Carlo Bertolotti e dai giornalisti Franco Giliberto, Richard Harris, Marc Ambroise-Rendu, e Hans Strollhans rappresentanti delle altre testate giornalistiche.
Fu ospite all’evento il Direttore Generale del Programma per l’ambiente dell’ONU Maurice Strong.
Importante è stata la collaborazione e l’incoraggiamento del Pittore Prof. Pio Carlo BAROLA di Casale Monferrato anch’egli partecipante al concorso con grande successo.
Le correnti pittoriche a cui l’Architetto PITRUZZELLO si ispira sono il grande movimento Surrealista, Simbolista e la Pop Art.

Curriculum vitae
L’artista ha partecipato a numerose mostre ed eventi tra cui i più recenti:
2010 – 2013 Varie Pubblicazioni sul mensile ARTE della Mondadori
2010 – 2013 Varie Pubblicazioni sul giornale La Repubblica, Torino Sette, TuttoSport, Corriere dell’Arte,
2010 – 2013 Varie recensioni sul mensile CORRIERE DELL’ARTE - TO
2011 – BIENNALE DI VENEZIA Padiglione di Torino organizzato da Vittorio Sgarbi
2011 – Presente con diversi quadri alla CASA D’ASTE Art & Robert di Torino
2011 – 2012 – CATALOGO DELL’ARTE MODERNA N. 47 - MONDADORI
2011 – mostra omaggio a ENRICO PAULUCCI – TORINO ART GALLERY
2011 - 2013 - Varie mostre alla TORINO ART GALLERY
2011 – mostra omaggio a FRANCESCO TABUSSO – Castello di Roddi
2011 – Varie mostre alla galleria DONNA SOMMELIER in P.zza Castello Torino
2011 – 2012 – GRAFICA ED EX LIBRIS – Castello di Casale Monferrato
2013 - MUSEO SCIENZE NATURALI – Torino

Critica d’Arte di Andrea Domenico TARICCO del 16/12/2011
L’emotività di Giuseppe Pitruzzello si articola in cromie simboliche atte a determinare un ponte tra la realtà e l’immaginario. Le sue opere rappresentano vettori sensoriali, di matrice pop, in cui i puzzle compositivi associano referenzialità ad una realtà relativizzata e criticata, secondo una visione personale.
Il suo iperrealismo concettualizzato è carico di personaggi, di simboli o icone d’un mondo alla deriva, trasposto e riletto secondo la direzionalità della forma, dei colori esplosivi e di atmosfere surrealizzate dalla carica sensibile.
Il suo è un figurativismo onirico, per molti versi, ironico e spiazzante al punto che porsi davanti alle sue opere è come guardarsi in uno specchio deformante.
Cogliersi e respingersi, guardare senza vedersi, secondo un’ottica straniante, che si serve di contenuti legati all’ottica del consumismo, superandoli per mezzo della trascendenza.
In opere come la “Lupa Capitolina”, ad esempio, destabilizza la scultura bronzea originale, custodita attualmente presso i Musei Capitolini di Roma, famosa in tutto il mondo per allattare Romolo e Remo, sostituiti dall’immagine dell’euro, posto sul drappo della bandiera europea.
L’emblema della nostra italianità, della nostra appartenenza ad un discorso comune, viene cos’ì defraudato e relativizzato ad un nutrimento sostanziale, ad una fredda economia collettiva che risucchia la sua stessa madre.
Stereotipi enfatizzati ulteriormente, dall’idea di un criticismo ironico, erede di una cultura novecentesca, al limite tra le esperienze neodadaiste ed un concettualismo di matrice digitale, evoluto in allegorie surreali, in fantasmagoriche devianti che assemblano formalmente una realtà pop incuneata ad un sano ed autentico istintivismo fotografico, dinamico, massificato.
I discendenti di Enea, i figli dei loro figli, pur sparendo dalla scena, restano virtualmente in campo, chiedendo solo di partecipare a questo sano banchetto e la risultante distrugge l’anima e l’aspetto umano, forse troppo umano per essere vero.

CRITICA di Andrea Domenico Taricco del quadro “Omaggio a Marilyn” – anno 2012 sul mensile Corriere dell’Arte del 27/9/2013
E’ un dono che, nella sua carriera, Giuseppe Pitruzzello offre al mondo dell’arte, celebrando la diva per eccellenza che ha incantato con la sua bellezza il panorama cimematografico internazionale.
La lezione Warholiana sembra potenziarsi di nuovi contenuti formali, trasponendo l’icona pop massificata dai media in surrogati cromatici che la vanificano nell’immaginario artistico assorbito dalle fantasmagorie informali.
L’uso della tecnica mista, al limite della digitalizzazione, oltrepassa gli stereotipi assemblativi di un ready-made filo-concettuale, reinterpretando i presupposti di un dato oggettivo in paradossi attuali in cui la globalità dei linguaggi propone nuove chiavi di lettura.
In questo caso l’ironica bellezza di un “mostro sacro”, consacrato appunto dallo Star-Sistem statunitense, diviene l’emblema d’una riconoscibilità assoluta manipolata dall’arte stessa e restituita secondo modalità proprie in cui potersi riconoscere individualmente.
Andrea Domenico Taricco

Critica di Silvia Ferrara - Giornalista e Critica d’Arte - Torino
Critica di Silvia Ferrara sul volume "Lo stato dell’Arte" di Vittorio Sgarbi per la BIENNALE DI VENEZIA Padiglione di Torino - 54 Esposizione Internazionale dell’Arte - 2011/2012 -
L’artista racconta di una realtà ove si rifiutano le classiche arti pittoriche per sperimentare tecniche che si avvicinano molto all’assemblage armaniano. Il messaggio da lui comunicato s’inserisce a volte nella disperazione nei confronti di una società troppo dedita al consumismo e al proprio benessere. A volte nelle opere si intravede un evento intriso d’arte, ricco di significato rotelliano, lontano da ogni banalità. L’Artista Pitruzzello trasforma in icone anche immagini note, famose per il pubblico, ed esse, seguendo i movimenti della POP ART di Andy Warhol e il décollage di Mimmo Rorella diventano simboli enfatizzati. L’artista documenta i valori della società, sottolineando i metaformismi con una rappresentazione pittorica che si proietta nella corrente iperrealista concettuale. La tecnica pittorica è sempre in evoluzione, l’artista utilizza colori ad olio/acrilico, matite, chine ed elaborazione digitale....”
I colori per Giuseppe Pitruzzello rappresentano un aspetto emotivo, ora più espansivo, ora più riflessivo.
Le cromie dunque vengono distese con oculatezza, la pennellata è misurata in giusti pesi e indirizza un occhio attento a donare appropriata valenza ai simboli da lui rappresentati.
L’esperienza artistica di Pitruzzello è assai dinamica, ed è continua la ricerca di equilibrio tra la realtà e la fantasia.
I simboli neoclassici talvolta rappresentati, sottolineano un ideale di bellezza sostanziale e formale tuttavia allontanandosi da forme dell’arte perfette alla ricerca di ispirazione e razionalità, passione e compostezza.
La sua creatività è ricca di personaggi, simboli reali e a volte fantastici: il suo è un mondo che ricerca la pace, l’equilibrio delle cose. Pitruzzello ha partecipato al concorso internazionale “Environment ’74” bandito da note testate (da La Stampa, Le Monde, The Times e Die Welt) ricevendo un premio dai giurati tra i quali l’allora Presidente de “La Stampa” Arrigo Levi.
Per alcuni versi i suoi simboli si avvicinano alla corrente “iperrealista concettuale”. Nelle tele dona un ampio respiro ad una figurazione del tutto personale.
Il colore è abbagliante, la luce è resa con effetti sorprendenti e i contrappunti formali, dal dettaglio fotografico al gioco astratto dei riflessi, sono realizzati con audacia.
La sua arte corre fra severità pittorica e allegoria espressa nell’immergersi dentro ad immagini che ogiuno di noi porta nel proprio ricordo passato.
“...Arch. Pitruzzello trasforma in icone anche immagini note, famose per il pubblico, ed esse, seguendo i movimenti della POP ART di Andy Warhol e il décollage di Mimmo Rorella diventano simboli enfatizzati. L’artista documenta i valori della società, sottolineando i metaformismi con una rappresentazione pittorica che si proietta nella corrente iperrealista concettuale. La tecnica pittorica è sempre in evoluzione, l’artista utilizza colori ad olio/acrilico, matite, chine ed elaborazione digitale....” Silvia Ferrara – giornalista e critica d’arte - TO -



QUOTAZIONI *
*Quotazioni riferite dall’Artista
Da € 1.000 a € 8.000 in funzione della tecnica e delle dimensioni. Fonte Catalogo Mondadori: € 8.000
E’ pressoché impossibile dare dei valori medi di mercato in quanto opere particolarmente significative possono raggiungere quotazioni estremamente elevate.



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La lupa capitolina
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Genesi Creazione
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Nuovo conio
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Eva Riccobono
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Andy-Warhol
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Marilyn Monroe
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Marylin
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Un salto a Venezia
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Tramonto romantico
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La felicitá
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Letizia Casta

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