Enciclopedia d'Arte Italiana
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APPICCIAFUOCO Marco






BIOGRAFIA - Testo critico di Ida Quintiliani

Marco Appicciafuoco nasce a Teramo il 19 settembre 1970, si iscrive all’Istituto d’Arte F. A. Grue di Castelli (Te) con specializzazione in scultura ceramica, intraprende poi il percorso di formazione artistica presso l’Accademia di belle Arti dell’Aquila. Da sempre sensibile e attento osservatore, ha modo di affinare lo sguardo e la propria attitudine artistica durante gli anni accademici quando, grazie al fermento culturale di quel periodo e grazie anche alla partecipazione all’Arte Fiera di Bologna, tra il 1992 e il 1995, entra in contatto con artisti come Sandro Chia, Enzo Cucchi, Luigi Ontani, con i quali collabora per realizzare le loro opere ceramiche, che oggi vengono annoverate tra le più importanti opere ceramiche della Transavanguardia, corrente artistica definita nei termini dal critico Achille Bonito Oliva.
Ed è proprio nella Transavanguardia che, per rispondere all’esigenza del mondo dell’arte di incasellare e di far comprendere velocemente gli artisti, viene inserita la ricerca estetica e concettuale di Marco Appiciafuoco, anche se per molti non è solo così. Marco è un artista assai complesso, schivo e sensibile, brillante e appassionato, silenzioso e garbato, concepisce l’arte come modo d’essere più che d’apparire, per questo è da sempre convinto che Artista si nasce, non si diventa. La sua esperienza spazia e invade diversi campi e tecniche, nelle mani di Appicciafuoco la ceramica diventa scultura, con la possibilità di essere anche oggetto di design, così come il disegno e la pittura che molto spesso incontrano la scultura, fondendosi l’una con l’altra. I confini si fanno labili, la fluidità pervade le sue creazioni e l’oggetto d’arte, molto spesso è oggetto del quotidiano che nasce dalla natura ancestrale e primordiale per essere compreso nella contemporaneità. Insomma una ricerca continua, molte volte non facile, per dare forma a idee e concetti.
La natura non ha mai lasciato indifferente l’artista il quale, sin da ragazzino provava un’attrazione particolare nei suoi confronti. Principale fonte di ispirazione e ambito di ricerca, per Appicciafuoco la sua terra d’origine, l’Abruzzo, in cui ancora oggi vive e lavora, è un’immersione continua all’interno di una natura maestosa, selvaggia e incontaminata, ma anche violentata e sfruttata. Per questo l’iniziale incanto nei confronti del paesaggio, si uniscono poi alla sensibilità dell’artista e dell’uomo, negli anni le sue opere diventano megafono di denuncia per le troppe violenze fatte ai corsi d’acqua o alle montagne. Nascono così opere come Silicato Lanscape (2001), che analizza le inquietanti e sterili condizioni di alcuni territori della regione, Cromoliti(2004) e Incubo Territoriale (2005) che riflettono sugli gli abbassamenti delle falde a causa di eventi franosi dettati dall’impetuoso incedere del progresso. La natura la ritroviamo anche nell’opera, grazie alla quale ottenne il 55° Premio Termoli, Light Flowers (2010), risultato tangibile dello studio, dell’osservazione e della ricerca estetica che Marco Appicciafuoco ha condotto e continua ancora oggi a portare avanti. Insomma campanelli d’allarme e denunce frequenti sempre a difesa della natura.
Legato da sempre alla ceramista Daniela Faiani, interi progetti e opere hanno preso vita grazie alla loro unione sentimentale e artistica. Insieme lavorano e condividono un mondo fatto di arte, natura, ceramica e di amore nei confronti del piccolo borgo di Castelli, centro ceramico, noto in tutto il mondo che accolse lo scultore quando era un giovanissimo studente e che oggi custodisce l’essenza del suo essere artista.
Le grandi collaborazioni non caratterizzano solo la fase iniziale della carriera artistica di Appicciafuoco, queste nel tempo sono diventate una vera e propria cifra stilistica dell’artista. Non solo Cucchi, Chia e Ontani, cosi come non solo la compagna Daniela, ma altri artisti, collaboratori e mecenati hanno influenzato, animato, ispirato il lavoro, ormai trentennale che Marco porta avanti. L’incontro e la collaborazione con Ettore Sottsass e Johanna Grawunder, l’iniziale attrazione per i risultati fisici e materici di Burri e Fontana: i cretti, i tagli e la conseguente scelta dell’argilla, senza dimenticare l’incontro con Lucrezia De Domizio Durini e la vicinanza intellettuale con l’artista tedesco Joseph Beuys, che ha visto nel 2015 l’intervento stabile realizzato da Marco, insieme a Daniela, all’interno della piantagione Paradise di Beuys a Bolognano.
Tutto questo ha infittito la complessità delle opere e del pensiero di Appicciafuoco il quale, riesce a dialogare con il pubblico in maniera lucida e chiara.
Nelle sue opere, ricche di materia da lui plasmata e modellata, sperimenta l’alterazione fisica dei materiali attraverso diverse sollecitazioni e tecniche, come l’incisione, la pressione meccanica, la combustione e l’irradiazione di luce. Attento alla fisicità di ogni materiale che utilizza è convinto che sentire con le mani un sottile strato di argilla umida, la quale con il calore delle dita si asciuga e prende consistenza, vuol dire saper partecipare a pieno con la materia e condividere il fenomeno. In Appicciafuoco tutto procede attraverso la parte grafica, prima della materia c’è il disegno, punto di inizio per qualsiasi forma, concetto o idea, così come l’immaginazione.


Mostre Personali
2007 – “...di naturali esperienze”, Palazzo Caetani, Cisterna di Latina.
2009 – “Stand by Land” doppia Personale, Museo V. Colonna (PE)
2010 – “LIGHT FLOWERS” a cura di Franco Speroni,Galleria Hybrida Roma.
2014 – “HIGH LIGHTS” ecomuseo delle acque S. Pietro Isola del Gran Sasso (Te) a c. M. Nardinocchi
Mostre Collettive
2011 – “Biennale di Venezia” 54-esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia - a Cura di Vittorio Sgarbi.
2011 – “10/11” acura di Marcello Di Donato. Hybrida contemporanea” Roma
2011 – “Per riabitare e guarire” Museo Muspac L’Aquila a cura di Marina Sconci
2011 – “Polvere negli occhi nel cuore sogni” Liceo Bafile. a Cura di Licia Galizia. L’Aquila
2012 – “Illuminando Lecce” Lecce 3 Dic. 2011 8.Gen. 2012 a cura di Chiara Miglietta e Ilaria Caravaglio
2013 – “Oltre L’immagine” Premio Vasto a cura di Silvia Pecoraro
2013 – “Habitat zerouno” Museo Arca Teramo a cura di Umberto Palestini
2014–“Il Sapere della Forma” Arcaicità e Contemporaneita” a cura di Antonio Zimarino e Laura Cutilli., Museo Archeologico, Penne (Pe) 19 Lug. 30 Set 2014.
2015 – “V FREE INTERNATIONAL FORUM” Seganale Stabile, Marco e Daniela Appiccia fuoco - CREATIVE LIFE. “GLI ARTISTI DEL SILENZIO” a Cura di Lucrezia De Domizio Durini. - 26/30 Giugno
“Stills of Peace and everyday Life” Italia e Spagna: una ricerca nel senso del Contempo- raneo. a cura di Antonio Zimarino e Marta Michelacci 30Luglio-13 Settembre 2015. Museo Capitolare/ Cripta della Cattedrale Atri (Te)
2016 - IAB. UTOPIA=REALITY Biennale Arte-Industria 02.03/ 30.09., Labin. Croazia.
2016_ “Artisti del Silenzio” Palermo.
: Art in ACT, Villa Paris, Roseto degli Abruzzi Teramo. Retrospettiva 1989-2019. 2019
2019. x Notte Europea dei Musei. a Cura di G. Ponziani. “Light Flowers in Dialogo. Pinaco- teca Civica Teramo
2019 - “Sealed Draw” A Cura Massimo Pasqualone. Fortezza di Civitella. (Te)


Web site: www.marcoappicciafuoco.com


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Silik Trip 7
Free Water
2001
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Silik Trip 6
flussi e percorsi di acqua e luce.
2002
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Drop
j1998
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Incubo Territoriale
2005
cm 98x98x98
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AT OPEN SKY
2008
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P.C.L.
2009
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Light Flower
2010
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LIGHT FLOWERS 5a
2013
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LIGHT FLOWERS
5a part.
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SealedDraw
2019
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