Enciclopedia d'Arte Italiana
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PEDOTTI Lucio



Lucio Pedotti,nasce a Rho , in questo ambiente, negli anni settanta, ricco di fermenti artistico – culturali inizia il suo cammino come artista: il “ POMERO”, gal. “ LA VISCONTEA”,. il “ SUBBIO“, la gal. ANNAMAURA , sono momenti stimolanti per l’arte di Lucio Pedotti; frequenterà poi : la “ SCUOLA SUPERIORE D’ARTE IL CASTELLO “,i corsi di nudo a “ BRERA “, lo studio del pittore monzese Lucia Franco. Nel 1988, con Graziano Ferrari e Giuseppe Giannantonio, aderirà alla costituzione di “EUROPIO “, gruppo artistico culturale, con sede a Milano.

Lucio Pedotti e il “deposito dell’inconscio”.
La prima parola che assocerei alla produzione artistica di Lucio Pedotti è: coerenza.
Chi, come me, ha avuto la possibilità di assistere al suo divenire artistico nel corso degli ultimi quarant’anni, potrebbe tratteggiare una linea evolutiva che in sintesi tende sempre verso l’alto.
Non importa se forme e colori sono via via diventati più definite le prime e più forti i secondi; guardandoli si ha sempre la sensazione che vengano dalla stessa fonte. Il suo credo, basato su una concezione scientifica dell’universo, lo ha sostenuto anche quando tutti intorno negavano la possibilità di una affermazione personale.
Anche appena liberatosi dalla tirannia della somiglianza, quando muoveva i primi passi verso l’ignoto, già si potevano osservare dei propositi molto chiari. Le forme che prendevano vita attingendo a quello che potremmo chiamare “deposito dell’inconscio”, possedevano una struttura peculiare che nel tempo si è evoluta fino allo stadio di linguaggio. È chiaro che tutto ciò non può avvenire se alla base non c’è una vita privata e sociale in grado di mantenere il contatto con la realtà. Lucio non ha mai confuso la proiezione artistica con la profezia sebbene lo spettatore sia invogliato a perdersi in quel gioco di piani e figure facilmente assimilabili a ciò che le convenzioni culturali (stereotipi) associano a mondi sovranaturali. Queste in realtà sono espressioni organiche al suo modo di essere. Il suo carattere schivo non era adatto a sostenere le relazioni, spesso ipocrite, che permeano i rapporti dell’arte nel suo svolgersi fattuale, nella fattispecie nei confronti di quelle figure ambigue che pretendono di essere i regolatori dello sviluppo artistico. Da ciò la sua scelta volontaria di stare ai margini della ribalta muovendosi su un terreno più intimo fatto di contatti stretti e selezionati. Questo, a mio avviso, lo ha preservato dalla contaminazione mondana facendogli mantenere, se fosse ancora necessario, una rigorosa autonomia.
Nel tempo le sue opere hanno guadagnato un peso coloristico consistente mantenendo comunque un equilibrio cromatico e la sua ricerca non resta solo pittorica ma si espande necessariamente anche al piano scientifico. Una scienza che non è la dea risolutrice di tutti i guai umani ma come strumento per tutta l’umanità liberata dal bisogno. Ecco la fonte che alimenta la sua capacità di riproporre forme che si rinnovano lasciando vivida traccia del loro percorso affinché lo spettatore cosciente non si smarrisca ma possa, al contrario, seguire e partecipare.
Scrive il fisico Heisemberg: «... i due processi, quello della scienza e quello dell’arte, non sono molto diversi. Sia la scienza che l’arte danno forma nel corso dei secoli ad un linguaggio umano per mezzo del quale noi possiamo parlare delle più remote parti della realtà, e le serie coerenti di concetti come i diversi stili dell’arte son le diverse parole o i diversi gruppi di parole di questo linguaggio».
Graziano Ferrari 2019

Pittore dall’esperienza EVOCATIVA - FUTURIBILE
Vi sono molti modi di osservare la realtà ed educare la propria anima a cose più grandi. Non per perdersi , dunque , in questa realtà ma per studiarla con amore infinito e far sprigionare da essa quell’energia che sola è in grado di suscitare pensieri profondi e partecipazione umana.
Perché esperienza evocativa-futuribile? Ci ragguaglia lo stesso artista: “ il termine evocativa-futuribile richiama nel presente tutto quanto è esperienza e cultura per poi esorcizzare il futuro,nel divenire quotidiano, con immagini di un futuribile scevro da quelle tare che finora hanno condizionato l’umanità” Un impegno morale e una padronanza del mestiere permettono dunque a Lucio Pedotti, con un dinamismo strutturale suo proprio, impostato su di un tremolio cromatico di grande vivezza, di orientarsi verso nuove soluzioni pittoriche di una misticità totalmente svincolate dal presente, proiettata verso il futuro. Profili architettonici di armoniosa compenetrazione, visioni essenziali linguisticamente penetranti, guizzanti linee curve materiali e immateriali nello stesso tempo ; soggetti che non escludono mai un’intima inquietudine, meglio ancora un profondo dramma, quello dell’umanità lanciata verso l’autodistruzione. Il lavoro di Lucio Pedotti si svolge,certamente, per simboli ma ad un’attenta lettura il significato è palese: tracciare un ponte ideale che leghi il presente all’avvenire ,sottolineare attraverso la trama di fili invisibili che legano ogni elemento che la vita, intesa nella sua continuità senza fine, non può finire nel nulla. Così questo artista milanese è approdato ad una visione spoglia di ogni elemento superfluo, raggiungendo un’indipendenza artistica che potrebbe anche definirsi, sotto certi aspetti, surrealisticamente interiore, nemica di quel processo di adattamento che la società,attraverso i mass-media, vorrebbe imporre ad ogni artista.
E’ questo il modo precipuo di essere moderno, di lanciarsi nel vortice delle proposte visive implorando ( è il caso di dirlo) la luce come momento che dovrà ineluttabilmente venire dopo l’oscurità. Per questo motivo, crediamo, Lucio Pedotti non aggredisce mai la tela perché si nutre ancora di speranza; per questo il suo cromatismo, così cristallino e rarefatto, ha in sé qualcosa di magico,di imponderabile,di etereo; un recupero espressivo carico di trepide tensioni e un impegno che prende forma dagli avvenimenti di tutti i giorni e dalla stessa esistenza .
Antonio Oberti

CRITICA “ OLTRE “ estratto
Il colore delicato,la scelta cromatica e la tecnica sfumata potrebbero essere fuorvianti e far pensare a una pittura algida, calcolatrice e anti-emozionali; ma la linea sinuosa, sempre tesa verso l’alto, prorompente in lingue che sferzano l’atmosfera smentisce questa impressione.
Volano in queste preziose atmosfere strane forme stilizzate, come gabbiani spaziali, o aerei psichedelici lontani e perduti,imprendibili, in balia di una tempesta cosmica solo intuita, soltanto possibile, dunque immaginaria. E’ il paesaggio-non paesaggio, una scenografia in cui si realizzerà non uno spettacolo contemporaneo, ma un dramma futurista, dove non servono personaggi perché l’unico che conta, l’unico vero protagonista è l’artista che ci rende partecipi del suo sogno.
Vera Agosti

OLTRE LA REALTA’ II “ estratto”
La” realtà sognata” di Pedotti, è una realtà onirica, visionaria,insomma una realtà che per sua stessa definizione va “ oltre “ una realtà cosueta, prevedibile o rassicurante. Questo ci permette di ricollegarci saldamente alla “ mania mantica o profetica “ di Platone, caratterizzata per l’appunto dall’ispirazione del profeta, ovvero colui che è capace di riportare alla luce il passato e di fornire intuizioni sul futuro. Questo tipo di “ divina mania “ scaturisce direttamente da Apollo e ciò comporta un’intima ricerca di purezza interiore, di equilibrio e di silenzio, elementi ben presenti nelle opere di questo artista.
Da un punto di vista artistico-culturale questo artista oscilla tra Metafisica e Surrealismo, una sorta di Metafisica Astratta.

Valentina Carrera e Virgilio Patarini

ESPOSIZIONI
1992 5 “CARTOLINE PER UNA CAMPANA”COMUNE DI MONTEPESCALI, PREMIATO
2000 PREMIO NAZZ. E INT. PITTURA E GRAFICA “IL POMERO”, SEGNALATO RHO
2001 PREMIO NAZZ. E INT. PITTURA E GRAFICA “IL POMERO” RHO
2003 MOSTA GRUP.” ART. BOLLATESI” SEGNALATO
2003 XXXI PREMIO NAZZ. E INT. PITTURA E GRAFICA “IL POMERO” RHO
2005 RASS. NAZZ. DI PITT. ORG. DA “LEGA COOP” SEGNALATO,( MI )
2006 PREMIO NAZZ. E INT. PITTURA E GRAFICA “IL POMERO”, SEGNALATO RHO
2007 PREMIO NAZZ. E INT. PITTURA E GRAFICA “IL POMERO”,SEGNALATO RHO
2007 “3^ BIENNALE” COMUNE PERO ,SECONDO PREMIO
2007 ACQUISIZIONE 1^ OPERA AL FONDO ART. DEL LEGNANI LICEO GINNASIO
2008 AS. “ARTE E CREATIVITA” COM. DI PERO - COLLETIVA
2008 COLLETTIVA “ OLTRE LA REALTA” GALLERIA ZAMENHOF ( MI. )
2008 COLLETTIVA ANNUALE ART. IN PERMANENZA GAL. ZAMENHOF MI.
2009 PER. CARLUCCIO,PEDOTTI “ LA REALTA’ DEL SOGNO” ATELIER CHAGALL - MI.
2009 COLLETTIVA “OLTRE LA REATA” GALLERIA ZAMENHOF MI.
2009 COLLETTIVA “OLTRE LA REALTA” GALLERIA ARIELE TORINO
2009 COLLETTIVA “ OLTRE LA REALTA” GALLERIA IL RIVELLINO FERRARA
2009 COLLETTIVA ANNUALE ART. IN PERMANENZA GAL. ZAMENHOF
2011 COLLETTIVA GALLERIA “ QUADRIFOGLIO “ RHO MI.
2011 BIENNALE A PERO MI.
2011 COLLETTIVA “ ANNUALE ART. 2011 “ GALL. QUADRIFOGLIO RHO MI.
2012 BIENNALE “ LASCIAMO IL SEGNO “ MURALES PER LE VIE RHODENSI E SUCESSIVA MOSTRA ALLA GALL.” QUADRIFOGLIO” RHO ( MI ).
2012 GALL. QUADRIFOGLIO 50X50 PER L’EMILIA COL. RHO (MI).
2012 GALL. QUADRIFOGLIO M. COL. E PRE. CATALOGO “ OLTRE”.
2012 MOSTRA “ LA REALTA’ DEL SOGNO” PALAZZO ZENOBIO (VENEZIA).
2012 COLLETTIVA “ KOINE’ “ GAL. ZAMENHOF (MI).
2017 PAVIART 2-3 aprile 2016 - 4^ MOSTRA-MERCATO D’ARTE MODERNA (PV).
2019 PERSONALE - Galleria degli Artisti - Milano.

Pubblicazioni: “ La Mia galleria” gal. AnnaMaura , “ Arte italiana per il mondo “, “ Koinè” gal. Zamenof .


Web site: www.luciopedotti-arte.com


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Dal profondo - 50X60 - olio su tela
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E se domani - 80x60 - olio su tela
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Emozioni - 50x60 - olio su tela
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Noi e il tempo - 50X60 - olio su tela
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70x50 matita su carta
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IERI OGGI DOMANI - 60X50 OLIO
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LUNA A BARCHETTA 2012
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Yellowstone
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SUPERNOVA
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