Enciclopedia d'Arte Italiana
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NIGRO Armando



“Scroscio del barocco" di Armando Nigro, secondo classificato al Certamen internazionale sulle cattedrali
Armando Nigro nasce a Catania nel 1969, vive ad Avola in provincia di Siracusa dove lavora. Talento scoperto dalla pittrice Laura Santina Alessi, sin dai primi esordi in esposizioni collettive consegue premi con apprezzamenti critici anche da Sgarbi e Paolo Levi. Premiato in ordine di tempo: Premio artista dell’anno 2017 Cefalà Diana, Palermo, Attestato d’arte Salerno con direzione artistica Sgarbi, Concorso Expertise Certificato di autenticità di Paolo Levi all’opera “Sguardo Barocco”, Benemerenza artistica anno 2018, Prima Collettiva d’Arte a Palermo capitale della cultura 2018. Secondo classificato per la sezione Arte del Certamen Internazionale Letterario e Artistico sulle Cattedrali, indetto dal Critico d’arte Melinda Miceli per Ok Arte Milano tra 50 partecipanti per la sezione Arti visive del Certamen internazionale letterario e artistico sulle Cattedrali indetto dal critico d’arte Melinda Miceli per Ok arte Milano. Patrocini morali Luz Cultural Spagna, Globus Television e magazine, Templari Federiciani, Premio Donna Siciliana dell’anno, inserito all’interno della rassegna culturale internazionale Sarno città Festival Premio Ippogrifo d’oro, Oscar delle arti. Sponsor Enciclopedia d’arte italiana. Comitato scientifico composto da: l’ambasciatore Ray Bondin, il regista Stefano Reali, il critico Alberto Moioli direttore dell’Enciclopedia d’arte italiana, il Gran Maestro dei Templari Federiciani Corrado Armeri, il fisico nucleare Jacek Ciborowsk con presidente il Critico d’arte Melinda Miceli della quale riportiamo a seguire la recensione dell’opera premiata.
Armando Nigro è un pittore figurativo di tendenza iperrealista Il cui universo artistico fatto di donne, paesaggi e ritratti dipinti con grande maestria insieme a particolari tecnici di architettura siciliana barocca e liberty, ricercati per la perfezione del disegno, sembra, influenzato anche dalle fotografie di moda, e dalle dive del cinema che a loro volta hanno assimilato le reminiscenze pittoriche, in un cerchio di citazioni più o meno consapevoli. L’Artista Nigro crea immagini fondale dalla forte spettacolarità, che si accingono a rapire i sensi dello spettatore un viaggio tra colori, forme e suoni che catturano e coinvolgono ogni percezione sensoriale restituendola al mondo sotto una veste culturale e modaiola. La verità dell’impostazione dimensionale, la sicurezza penetrante del disegno, la sapienza del taglio e della distribuzione delle cromie rende l’assunto di una fedeltà maniacale al visibile, tale che nelle sue tele si trasforma in un giocoso divertimento visivo, lontano da qualunque inquietudine ed espressionismo manifesto.
L’Artista indugia con grande precisione sui particolari, riuscendo a rendere tutta la bellezza delle sue incantevoli creature con pennellate ferme ed energiche che a volte si fanno acquerellose, tanto da permettere improvvise accensioni di luce che denotano l’urgenza di una spinta emotiva nel creare istantanee che trasportano nella dimensione di chi dipinge per irresistibile impulso, obbedendo alla passione del proprio Io. La combinazione di bellezza travolgente e straordinario realismo nei ritratti femminili, insieme ai notevoli virtuosismi tecnici, hanno la volontà di trasmettere un messaggio e di creare un dialogo tra l’osservatore attento e l’inconscio della figura ritratta, attinta dall’iperuranio delle idee che inverte la realtà oggettiva e vive in una dimensione onirica dalla quale è incapace di ridestarsi.
La soggettività espressiva dello stile di Armando Nigro, crea un’impronta del tutto personale e riconoscibile, caratterizzata anche da virtuosismi pittorici per cui sotto le epidermidi trasparenti si riescono a scorgere i segni dell’incidenza della luce restituendone una copia allusiva con effetto poster.
L’opera iperrealista di grande impatto estetico, “Scroscio del barocco" di Armando Nigro, è realizzata con tecnica mista matita su tela e colori ad olio. Rivela l’affabulazione per l’arte degli antenati, mettendo in scena con tutto il suo pathos il barocco e le sculture simboliche e grottesche della ricostruzione post terremoto 1963. Ammirando una particolare prospettiva come per magia Armando Nigro vuole trasportare il visitatore nel movimento seducente delle architetture con i loro vuoti, le convessità, l’eterno ciclo d’istoriazione sacra, illuminata dal sole come pietra preziosa e scolpita, furiosa di particolari che emettono la gioia di vivere del Settecento. Il soggetto si stende sulla tela affidandosi a una perfezione formale di sapore fotografico dove atmosfere luminose e fortemente contrastate sottendono un richiamo ai grandi pittori realisti del XVII e XVIII secolo. Le sue abilità pittoriche nel ritrarre l’architettura nella forma più autentica, realizzate mediante il districarsi di molteplici giochi chiaroscurali, inducono a volte l’osservatore ad interrogarsi su quali siano le impercettibili differenze che possano far distinguere il quadro dalla fotografia in una soggettiva e riuscita rielaborazione.
La fontana col putto da cui sgorga lo scroscio simboleggia un raggio di rifrazione di quel movimento ondulatorio che tutto muove; i pensieri, il fluire del tempo nell’immortalità dell’arte, che si specchia anche nel cielo sposando il giallo delle superfici del Convento del Salvatore di Noto, la chiesa femmina per eccellenza nel simbolismo urbanistico delle maglie del gesuita licatese Angelo Italia. L’acqua è su questa tela la sorgente della vita e similmente alle antiche cosmogonie, si fa principio vitale, viatico di rigenerazione artistica. ed al contempo una dimensione estetica di amore e contemplazione del bello. La sua realizzazione della suggestione spaziale da scenografo, ispira e suggerisce una sorta di uno spettacolarizzazione filmica del dipinto, dove l’orchestrazione figurativa è rinvigorita dalla personalità forte ed estrosa che contraddistingue questo interprete eccelso del fare arte contemporanea.
Scroscio del barocco è un dipinto dal disegno magistrale in cui emergono i dettagli minuti e la cui perizia tecnica si sparge sulla bellezza dell’arte seicentesca come l’alba di una nuova iniziatica era”.
Dott.ssa Melinda Miceli storico e critico d’arte


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