Enciclopedia d'Arte Italiana
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TURATO Frida



Frida Turato nasce da padre veneto di origini tedesche e madre sicilana.. Il padre è un artista a tuttotondo, autodidatta, ricamatore di tele filet, artigiano di grande spessore. La madre è ricamatrice in Sicilia, custode della tradizione e del metodo classico del ricamo. Dal connubio tra due artisti di grande classicità e tradizione ci si aspetterebbe la venuta al mondo di un’artista classica, ma spesso accade che il solco già tracciato non sia adatto ai nuovi venuti. Frida si avvivina alle arti del fuoco all’inizio degli anni ’90. La pittura a terzo fuoco è il suo approccio iniziale che si sviluppa in dieci anni di studi e realizzazioni pittoriche di stampo classico. In quegli anni Frida impara e consolida le tecniche tradizionali su porcellana; si avvicina inoltre all’acquarello e all’olio su tela, consolidando abilità pittoriche e compositive. Nello stesso periodo affronta la manipolazione della creta-primo e secondo fuoco-creando pezzi tridimensionali e rudimentali sculture. Seguendo il filo della sua innata, straordinaria curiosità, si accosta poi al raku dando vita a pezzi decisamente originali e scoprendo così la sua più autentica vocazione: la sperimentazione. Grazie ad una nuova, liberata creatività, incontra il laboratorio Alpa Porcellane, Seregno, in cui trova in Laura Ferrario una (non) insegnante che la stimola a sperimentare e ricercare senza freni, paure, preconcetti. Cominciano così lunghi anni di giocose prove, rovinose cadute, divertenti scoperte. Frida realizza una imponente produzione estremamente autoriale in cui rivela grande ecletticità, coraggio e fantasia, studia e rielabora autori contemporanei, crea opere fortemente originali . Straordinari i suoi ritratti atipici inquietanti e turbati rivelano il tormento interiore dell’artista su grandi temi come l’inesorabile scorrere del tempo e le inevitabili delusioni. Altro tema di grande interesse è la sperimentazione attraverso l’uso di metalli liquidi iridescenti, oro e platino, controsmalti e rilievi. I pezzi risultano fortemente autoriali sino al "mai visto". Opere informali ricche di fascino dove gli spunti si inseguono e si moltiplicano senza sosta. Frida possiede anche un grande senso del colore ma non si ferma ad accostamenti usuali esplorando possibilità nuove talvolta affidandosi volutamente al caso. I metalli liquidi forniscono a Frida l’ispirazione per esprimere il divenire e lo scorrere di un’energia sempre sempre in fieri. I movimenti e le colature, melliflue e amorfe, si collocano tra lo sperimentalismo più autoriale e il gioco divertente e divertito dell’artista che fa emergere la ragazza esuberante che vive dentro di lei. Frida si cimenta anche nella composizione di vetrate artistiche e nella fusione del vetro. In questo ambito trova un’espressione forte ma più calma e strutturata : il colore è intenso, dominante e determina il senso della composizione. Toni caldi e freddi sono giustapposti armoniosamente, trionfano i rossi e gli azzurri. Frida ha seguito molti corsi e partecipato a numerosi stage. Ha al suo attivo svariate partecipazioni a mostre e concorsi.

Di seguito riportiamo alcuni eventi cari all’artista:
Dal 2014 al 2016 ha partecipato alla grande mostra/concorso internazionale Arti del Fuoco Italia Show , a san Giorgio Canavese ( To)
nel 2013 ha partecipato alla mostra collettiva al mausoleo della Bela Rosin (To)
Nel 2009 e nel 2010 ha partecipato ai concorsi di pittura a terzo fuoco presso Alpa Porcellane-Seregno
Tra il 2006 e il 2016 ha partecipato a vari stage di manipolazione della creta e raku tenuti dal maestro Pietro Rapacini, Bosconero (To)
Tra il 2001 e il 2014 ha partecipato a numerosi stage coi maestri di pittura su porcellana Eduardo Reis, Rose Borges, Elena Ferrario, Daniela Avidano



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