Enciclopedia d'Arte Italiana
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RUSSO Giovanni



RUSSO Giovanni
E` nato a Treviso nel 1957, vive ed opera a Ponzano Veneto (TV). Artista di formazione autodidatta, si è dedicato alla pittura ed al disegno sin da giovanissimo rafforzando la propria conoscenza artistica nello studio della storia dell’arte e frequentando gallerie, musei ed importanti esposizioni d’arte in Italia ed all’estero. Attivo sin dalla fine degli anni settanta, ha allestito personali e partecipato a numerose rassegne e premi nazionali ed internazionali ottenendo importanti riconoscimenti, ultimo fra questi il 1° Premio Fiorino d’oro al XXX° Premio Firenze 2012.

Scrive il Critico d’arte Dott.ssa Federica Giobbe :
Il lavoro di Giovanni Russo pone in modo esplicito e diretto, la questione del figurare, non solo dal punto di vista dei modi, bensì da quello delle ragioni. Questi suoi volti, questi corpi, avvolti da una spazialità sia storica che simbolica, oltre che vagamente allucinata, sono ritratti - come scriverebbe Giuseppe Pontiggia- di “uomini non illustri”; sono ossia una sorta di sanderiano decalogo di un humanitas descritta con un vigoroso codice di identificazione emotiva. Scoprendosi artista in età matura, Russo ha lasciato spazio alla genuinità del gesto pittorico; liberando, dal labirinto del suo animo romantico, una manualità leggiadra, raffinata, volta a penetrare il filo sottile dei ricordi e delle riflessioni sommesse, presenti in ognuno di noi. Le sue tele ed i suoi disegni a sanguinea, carboncino e gessetto sono vere e proprie manifestazioni interiori, omaggi silenti alla natura umana ed alle sue complessità psicologiche. Le immagini evocative di Russo si traducono sulla tela in sentimenti, sfumature di stati d’animo espressi con la viva consapevolezza dell’uomo, con quella capacità empatica e di immedesimazione tipica di chi sa ascoltare “l’altro da Sé”. E’ sorprendente che ciò avvenga in modo così naturale; traducendo, con sensibile maestria espressiva, narrazioni di storie, di vite e percorsi di delicata ispirazione poetica. Giovanni Russo riflette come uno specchio d’acqua le profondità dell‘umana coscienza, le angosce, i pensieri e le paure della mente in un alternarsi di colori e forme realistiche, atavicamente evocative. Egli dimostra di considerare mezzo autonomo il disegno, pur essendo artefice e padrone di una tecnica pittorica antica, direi, quasi di classica impronta. Ne sono un evidente esempio le tele ed i bozzetti dove il ritmo segnico non cede mai il passo alla mediocrità, alla ripetizione né tanto meno alla monotonia.
Russo è un pittore della figura e la sua opera si compone quasi interamente di ritratti, di volti ed anime, paesaggi malinconici di distante memoria, realizzati con pennellate dense, fluide, mai “sporche” seppur intrise di quell’analisi introspettiva tipica di chi sa cogliere le sfumature dell’animo umana.
Emerge, per certi aspetti, una primordiale analogia con gli studi sugli alienati svolta da Géricault nel 1820, dove lo studio per la fisionomica si fonde con la ricerca dell‘essenzialità esistenziale. Gli studi di “monomanie” ossessive, fruibili dallo sguardo colto ed attento dell’autore francese, ritrovano una sottile continuazione nelle opere di Russo. Alla stregua di Géricault , Giovanni Russo analizza e “porta al di fuori dolori di dentro“, spinto forse dall’osservazione del dissidio fra interiorità dell’uomo e la sua più profonda condizione melanconica e nostalgica per un tempo ed un passato ormai distante. Ma mentre i ritratti di Géricault furono meri studi di trasposizioni analitiche di patologie mentali; il lavoro retrospettivo e dialettico di Russo emerge al di là del patologico, dell’ossessivo, del maniacale, per approdare verso un’osservazione mirata e delicata di sfumature emozionali. Un viaggio, quindi, svolto attraverso il mezzo espressivo a lui più affine: il disegno e la pittura ad olio, amici fedeli di un amore nato da sempre. Oltre a Gericault, influenze post moderne si fanno spazio all’interno di quel sistema di opposti che è l’arte di Russo, dove i conflitti interiori dell’uomo ruotano intorno alla quotidianità di un gesto, all’attesa di una telefonata che non giunge, alla voglia di cambiamento e di fuga in un’altra dimensione vitale.
Come un Lucien Freud , il figuratismo di Russo è un figurativismo intriso di Espressionismo, con molti riferimenti alla tradizione classica (Géricault, El Greco), dove risalta la vicina presenza di un’idealizzazione colta, ben levigata dal cupo disagio del soggetto, analizzato sotto lo sguardo critico dell’artista che raffigura con implacabile verità modelli che, seppur realistici, non sorridono quasi mai; ma pensano, sognano, rimembrano, sfuggono. Ad una lettura complessiva, le opere di Russo si completano a vicenda e pur presentando, a volte, discordanze che sono un elemento elusivo ed evasivo; alla fine permettono di individuare un tema comune: che è quello profondo di una sostanziale e sottilissima incomunicabilità fra sé e l‘altro, risultato che va dall’artista al soggetto rappresentato e ne fa l’immagine raggelata di una realtà alienante, comune al nostro tempo.

Dell’attività più recente si ricordano: nel 2007 la Medaglia di bronzo per la grafica al XXV “Premio Firenze”, nel 2008 il 1° Premio al “Premio Internazionale di Pittura, Disegno e Grafica Arte Città Amica” di Torino, le rassegne presso gli Istituti Italiani di Cultura di Copenaghen, Amburgo e Istanbul, mostra personale alla Galleria “Arte Città Amica” di Torino, nel 2009 la personale alla Galleria “Del Candelaio” di Firenze come riconoscimento dal “XXIII Premio Italia Per Le Arti Visive” di Firenze, IV ^ Biennale Internazionale D’Arte di Ferrara Art/Chitetture, mostra personale alla Galleria d`Arte “La Telaccia” di Torino, personale alla “Villa Magnaguti” di Cerlongo (Mantova), assegnazione del `Premio Ambiente 2009` a Stresa, assegnazione del Premio Internazionale “Renè Manritte” a Bruxelles, finalista al Concorso D’Arte Contemporanea di Pittura, Scultura, Grafica e Fotografia “Il Segno” presso la Galleria d’Arte “Zamenhof” di Milano, Premio della Critica alla Rassegna a premi “Il Muro Della Libertà” presso la Galleria d’Arte “Pinna” di Berlino, mostra personale alla Galleria d’Arte “Sant`Isaia” di Bologna, Fiorino d’Argento al XXVII ^ Premio Firenze 2009, assegnazione “Premio Internazionale Nobel dell`Arte” da Il Quadrato di Milano, assegnazione del Premio “I Maestri dell’Arte Contemporanea” da Artexpò Gallery a Portovenere, assegnazione del Premio Internazionale “Leonardo Da Vinci 2009” dall’Associazione “Italia In Arte” di Brindisi, 1° Premio per Meriti Artistici alla “Targa Biennale Rosario Ciatto” dall’Accademia Severiade di Milano.


QUOTAZIONI *
*Prezzi riferiti dall’Artista
Quotazioni in Galleria di alcune opere ad olio ed a carboncino:
“LA PIANTA” Olio su tela cm 50x70 € 8.500
“OMAGGIO A MODIGLIANI”Carboncino su carta cm 40x54 € 7.500
“FOGLIE E GIORNALI”Carboncino e gesso su carta cm 47,5x35 € 10.500
“GENERAZIONI” Carboncino e gesso su carta cm 98x81 € 12.500
“CIOTTOLATO” Carboncino e pastelli su carta cm 25x30 € 3.500




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Giovanni Russo
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Binario - 34,5x42 carboncino e pastelli su carta
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Muro a Nizza - 39x45,6 carboncino e pastelli su carta
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La casa francese 57,5x64,5 carboncino su carta
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L`amico Lino Dal Min 63x82-carboncino
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Mia madre 53x60 carboncino su carta
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Eros - carboncino su carta - 54x78 - 2014
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La visita - carboncino su carta - 122x80
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Natura morta con ciabatta e matita - carboncino su carta - 59x35 - 2014
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Numero 38 - pastelli su carta - 79,5x101
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Pensando a Böcklin - carboncino su carta su tavola - 36x61,5

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