Enciclopedia d'Arte Italiana
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GRAZIANO Vittorio - Fotografo



La trasparenza futuristica della fotografia effetto specchio, video glass e la tridimensionalità scenica ed esistenziale dei grattacieli di New York.
Vittorio Graziano, ingegnere e fotografo, Catania 1947, inizia a fotografare dalla metà degli anni ’70. L’adesione al “Foto Cine Clube Bandeirante” di San Paolo del Brasile, durante una permanenza nel paese sudamericano, prima, nonché al “Cine Foto Club Etna” di Catania, negli anni ’80, poi, gli permette la partecipazione a importanti concorsi ed esposizioni in tutto il mondo, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali le onorificenze di Afiap(1981) e di Efiap (1984), conferitegli dalla Federation International de l’Art Photographique. Un centinaio le sue mostre personali in Italia e all’estero, in Grecia, Portogallo, Stati Uniti, Brasile, Turchia, Austria, Corea, Svizzera, Jugoslavia, Croazia, Slovenia e Francia. Dal 1993 al 1994 pubblica il volume “Pelagie” per l’editrice Sikania, fonda la casa editrice Mediterraneum, specializzata in editoria d’arte, pubblicando i volumi fotografici“Ambasciate d’Italia in Turchia”(1994) “Iasos” (1994), “Taormina, Vedetta degli Dei” (1995),“Sanatorium Clementi, Storia di un progetto catanese del Novecento” (1997) e “La Thonet delle Eumenidi” (2012). Ha tenuto diversi workshop fotografici in Italia, Turchia, Slovenia, Croazia e Bosnia. Dal 2009 organizza e promuove il Med Photo Fest, festival dedicato alla Fotografia d’Autore, di cui è anche Direttore Artistico, assegnando ogni anno il Premio Mediterraneum ad un Maestro della Fotografia Internazionale come Ferdinando Scianna, Gianni Berengom Gardin, Giuseppe Leone, Frank Horvat. Dal maggio del 2014 è Presidente e legale rappresentante dell’Associazione Culturale Mediterraneum, di cui è Socio Fondatore.
Nel ciclo “La trasparenza dei Grattacieli di New York” la città diventa un set fotografico dove ci si può incantare davanti allo studio architettonico delle facciate interamente in vetro, che regalano un panorama libero da ostacoli visivi, nel quale la trasparenza di queste meraviglie architettoniche, ospita il battito della vita della metropoli. L’effetto specchio delle pareti di vetro e acciaio, una sorta di Video Glass delle torri, moltiplica per due il riflesso del sole per trasformare i vetri ordinari in schermi di proiezione quasi a evidenziare l’offerta di una nuova digitale alla pubblicità, porgendola di riflesso a chi abita la città, compreso il suo cielo. I grattacieli in questi fotogrammi d’autore di Vittorio Graziano diventano specchi riflettenti il ritmo di una city art decò, ritratti di una città che nascono da pellicole sottili volte a carpire lo skyline inconfondibile che vive nella trasparenza delle sue costruzioni e che nel riflesso delle stesse viene proiettato all’esterno come un film; un diario di viaggio per chi si trovi ad ammirarne le forme in una passeggiata futuristica che segue i ritmi della natura mentre l’illuminazione diminuisce in maniera automatica a seconda della potenza della luce del sole. Grazie ai grattacieli elaborati in una gradevole visione d’impatto e ciclicità eufonica, con un colpo d’occhio alle diverse realtà che sono catturate nel vetro, Vittorio Graziano ci fa osservare dal suo obiettivo una New york e Manhattan d’autore; edifici che portano la firma dell’illustre architetto Renzo Piano come il New York Times Building con la sua intricata rete di ceramica che lo avvolge senza spegnerne la trasparenza, ma che catturando la luce restituisce l’impressione vitrea e alterna sfumature e nuances a seconda del momento della giornata, quasi rincorrendo le varianti cromatiche della città. L’obiettivo curioso del fotografo cerca l’immagine singolare ed in esso le architetture vivono ogni giorno una in un’ eterna lotta tra la luce e il buio, a cercare la fragilità ed al contempo l’eternità della bellezza futuristica, vivace e vitale. Una bellezza fugace e fragile ma catturata nello specchio che diventa lo schermo del reale, simbolo catalizzatore del tempo e della configurazione del profilo e delle forme urbane.
Circondato da meravigliosi edifici, come la Carnegie Hall Tower, la Metropolitan Tower Vittorio Graziano si sofferma sul’One 57, il grattacielo dei Vip, dove l’alternanza di vetri blu scuro a vetri di sfumature più chiare, crea un effetto ottico di movimento che celebra le onde del mare e viene enfatizzato ancora di più quando l’edificio è inondato dalla luce del sole.
In ogni foto si definisce un panorama sfavillante e svincolato da barriere visive, che evoca, nel suo attraversare la trasparenza cristallina, il fremito artistico della metropoli americana e la sua tridimensionalità scenica e ed esistenziale.
Melinda Miceli Scrittrice e Critico d’arte



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