Enciclopedia d'Arte Italiana
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PAOLINI Emiliano Yuri



Tracciare un profilo sintetico dell’attività artistica di Emiliano Yuri Paolini non è facile; nonostante la sua giovane età, infatti, l’artista ha già avuto modo di confrontarsi con vari linguaggi artistici spaziando con padronanza e disinvoltura dal figurativo all’informale, dal concettuale alla popular art. Inoltre è difficile individuare una sua precisa cifra stilistica oppure una sua ben delineata poetica. Anzi a chi getti su di essa uno sguardo d’assieme la sua opera si presenta in prima battuta come qualcosa di vario ed eterogeneo. Tuttavia non ci troviamo di fronte ad un caso di eclettismo. Infatti ad un esame più approfondito è possibile individuare quello che è un vero e proprio filo rosso che percorre unendole tutte le sue varie espressioni artistiche. Paolini, infatti, fin dagli esordi ( la sua prima personale risale al 1997 ) porta avanti con un certo rigore una articolata ricerca filosofica intorno al senso e al non senso dell’arte oggi; ricerca che lo ha spinto ad interrogarsi dall’interno ( cioè in maniera né didascalica, né ideologica ) sui limiti della rappresentazione non solo artistica. Questo perché Paolini sente la rappresentazione come un limite, che nelle sue opere cerca di forzare per riuscire a dare espressione a quello che evocativamente chiama l’oltre-altro. Tuttavia ciò non fa di lui un mistico; anzi i suoi tentativi più riusciti sono sempre accompagnati da una cospicua dose di ironia. Quando, poi, parliamo della ricerca da lui condotta in termini di ricerca filosofica non vogliamo alludere a una sua presunta visione del mondo che in seguito l’artista tradurrebbe in immagine. Infatti abbiamo fatto riferimento ad una componente, sì, riflessiva, ma interna alla sua opera, cioè tale da animarla dall’interno. Insomma, Paolini non fa filosofia per immagini; tuttavia la sua opera dà da pensare.
Ma se tutto questo è in gioco, allora si comprende come la sua opera debba essere oggetto di una considerazione critica che ecceda i limiti della tradizionale critica d’arte per aprirsi ad una interrogazione ( resa possibile dall’opera stessa ) sempre più radicale sul senso della nostra esperienza in genere anche la più comune. In altri termini l’opera di Paolini esige che si passi dal piano del singolo giudizio di gusto al piano di quello che Kant chiamava il principio del giudizio di gusto. Le sue opere non si limitano ad esibire esemplarmente quelle che sono le condizioni di possibilità della nostra esperienza in genere, ma ad un tempo mettono in questione queste stesse condizioni aprendo un campo di tensione dove le nostre categorie di pensiero spesso invecchiate possano rinnovarsi e scoprire potenzialità che non sospettavamo neanche.
Qui – non potendo dilungarci – ci limiteremo a prendere in considerazione due serie di opere realizzate dall’artista in questi ultimi anni. In entrambe Paolini si interroga sul paradossale statuto della rappresentazione nel suo duplice aspetto di segno e di immagine. Nella prima sarà l’immagine a presentarsi come segno; nella seconda sarà il segno a presentarsi come immagine.
In Negazione di direzione è messo in opera il paradosso della freccia. Chi vuole guardare nella direzione indicata dalla freccia deve prima guardare la freccia medesima. Il riferimento ad altro è possibile solo come riferimento a sé – questo è il paradosso che soggiace al funzionamento di ogni segno. Paolini ponendo sotto barratura la freccia non fa altro che sospendere questo funzionamento così che noi si faccia esperienza della freccia nella sua medesimezza di freccia. In Cose & non cose, invece, è la rappresentazione come segno ( in quanto indica un rappresentato ) ad essere messa in questione. Paolini raddoppiando la rappresentazione ( ogni “cosa” non è solo raffigurata, ma anche nominata ) la sospende come segno, cioè sospende il suo rimandare ad altro e ci fa scoprire che il segno è ( anche ) immagine, una immagine che nel dirmi e mostrarmi ciò di cui è immagine ( una caffettiera o una bicicletta ) mi dice e mostra se stessa cioè la sua forma ed i suoi colori.
Tale conversione o inversione dello sguardo è ciò che cercano di mettere in atto sia la grande filosofia che la grande arte – le sue opere ci rivelano un Emiliano Yuri Paolini all’altezza del compito.
Stefano Valente


QUOTAZIONI *
* Quotazioni riferite dalla Galleria " La Pigna " di Roma
Partono da una base di € 1.500 per le piccole dimensioni

Sito web: www.emilianoyuripaolini.net


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COLOSSEO QUADRATO
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cosa e non cosa in 24 secondi ( LAMPADINA )
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cosa e noncosa in 24 secondi ( BARATTOLO DI LATTA )
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cosa e noncosa in 24 secondi ( BOTTIGLIA DI PLASTICA )
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cosa e noncosa in 24 secondi ( CAFFETTIERA )
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cosa e noncosa in 24 secondi ( PAIOLO )
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cosa e noncosa in 24 secondi ( TELEFONO )
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NEGAZIONE DI DIREZIONE N- 3
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NEGAZIONE DI DIREZIONE N- 5
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NEGAZIONE DI DIREZIONE N-¦ 7 ( cm 160 x 100 )
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NEGAZIONE DI DIREZIONE N- 8 cm 120 x 60

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