Enciclopedia d'Arte Italiana
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PALETTA Franco



Franco Paletta, pittore e scultore, è nato nel 1948 a Cetraro (CS), vive e lavora a Rende (CS). Laureato in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti e in DAMS presso l’Università della Calabria di Cosenza, è attualmente docente di Plastica Ornamentale all’Accademia di Belle Arti di Roma. Al suo attivo ha numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero; i suoi lavori sono presenti in collezioni pubbliche e private. E’ cultore delle filosofie orientali: Yoga e Zen. Ha teorizzato e storicizzato l’Astrazione immateriale.
Sito www.francopaletta.com
Tel. 0984 016580 - Cell. 368.7233042
E-mail: info@francopaletta.com

Sculture immateriali
Corpi vuoti luminosi, 1986- 2014-
Se l’arte è pensiero, e un destino di pensiero guida il procedere delle forme nel tentativo di liberare i contenuti di una nuova artisticità , l’opera di Franco Paletta segue l’evoluzione di un destino irreversibile- quello dell’arte contemporanea - che tradisce un’irresistibile tendenza a superarsi nella dialettica di una dinamica, la scultura, che per sé tende alla completezza e all’assoluto; ed è il luogo in cui l’artista segna il passaggio dalla sua essenza intuitiva alla sua essenza filosofica.
E’ una scultura che si libera nello spazio in virtù di un principio che la muove e di precise regole interne che consentono il metamorfosarsi di una vaga forma organica in un’altra,che evoca diversi significati e simboli.
Si tratta di una forma modellata su piani e scansioni ritmiche incentrate sul semplice movimento di una linea, sinuosa e di sottile eleganza che, in una sorta di andante imprendibile e leggero, compie numerose ellissi prima di liberarsi verso l’alto in un rapido e raro verticalismo.
L’immagine, alla fine, risulta solitaria, ordinata e unica.
Animato da esigenza di essenzialità, l’artista depura la forma fino a toccare vertici di assoluta spiritualità.
Si osserva la sua scultura dal basso verso l’alto. E’ una costruzione lucida, tirata su con una linea che ha in sé il principio del movimento e della spinta; sicché si eleva con forza vitale simile a quella delle cattedrali gotiche, nelle quali pure una linea , semplice e verticale, è il principio informatore e conoscitivo. Cos’altro può essere questo interno ritmo, questo scalare di piani, se non l’esigenza tutta intima dell’artista di superarsi e di tendere verso una ardita spiritualità?
E’ una scultura in cui la materia del ferro di per sé difficile da trattare, liscia e levigata, sembra essere dimenticata a tutto vantaggio di un’energia che irrorandola dal di dentro la illumina e la distribuisce nello spazio in una zona neutra nella quale la plasticità dei volumi, la vigorosità del segno e gli sbattimenti dell’ombra e della luce sono elementi, per così, secondari rispetto alla forza che la alimenta . Costitutivo dell’opera è invece proprio la sottile assenza della materia, che affida al rigore e alla tensione interna, e dunque alla squisita raffinatezza formale il compito di sostituire la retorica dell’impianto puramente teatrale. Qualcosa che fa si che l’opera non venga ad essere come un prodotto confezionato e che si risolve, in definitiva, nel linguaggio interno alla stessa costituzione materiale dell’opera.
Un linguaggio volto all’esuberanza ritmica e propulsiva che risolve le peculiarità del ferro, il peso e la massa, in un immaginario che aspira a una sorta d’integrazione panica, universale. Più che una forma, allora, la scultura - e il disegno – di Franco Paletta sembra indicare una varietà di forme possibili in una molteplicità di elementi strutturali. E’ questa una rara lezione di avanguardia. Gianfranco Labrosciano 13 agosto 1999

Pittura
Corpi sotto vuoto, 2007 - 2014
“La memoria perduta”
Nella attuale società, la tecnologia la fa da padrone e noi tutti ne siamo coinvolti e oserei dire schiavizzati da essa, c’è chi pensa a costruire delle macchine pensanti per sostituire addirittura il nostro pensiero, le nostre emozioni, in altre parole metterci da parte. Mi sono sempre posto il problema della mancanza di esercitazione della nostra memoria, specialmente per le nuove generazioni. Essendo a contatto con i giovani da oltre quaranta anni, come docente e anche come papà, vivo tantissimo questo problema. Ogni giorno constato come i ragazzi stiano trascurando, l’uso di questo grande dono e per dirla con il grande U. Eco, che esorta il nipotino a “imparare le cose a memoria”. Formazioni calcistiche, poesie, trame, storia, opere, ricette, ecc.. A che serve? Eco risponde: a vivere mille vite, perché coloro che non avranno coltivato la memoria, avranno vissuto una sola vita, la loro, che dovrebbe essere stata assai malinconica e povera di grandi emozioni”. Mi domando: sarà colpa delle “comodità” che la nostra società ci mette a disposizione? O sarà colpa di noi genitori che con un comportamento lassista, poco o nulla responsabile scarichiamo i nostri doveri sugli altri, (la scuola in primis)? . Facendo l’insegnante sono a contatto diretto con questa gioventù che poggia tutto sull’uso e sull’abuso dei pc, tablet ecc. e non si sforza minimamente di ricordare una data, una tabellina, una via ecc.. Ora io, oltre ad insegnare sono anche un’artista che da più tempo ho affidato alle mie opere il compito di ”parlare per me”. Ho creato i “sotto vuoto” nel 2009; sono delle opere in cui sotto la tela ho nascosto un oggetto tipo un pennello, un libro, un arto del corpo umano, e anche un intero manichino, un pezzo di legno ecc.. Franco Paletta 13 febbraio 2007


QUOTAZIONI *
*Quotazioni riferite dall’Artista
Il prezzo delle opere varia in base alla misura, alla tecnica e ai materiali usati: in modo orientativo si va da 1.000 a 15.000 Euro.

Sito web: www.francopaletta.com/


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L`artista: Franco Paletta
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Corpo sotto vuoto
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Corpo vuoto luminoso
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Corpo vuoto luminoso

Otto Sguardi d`Autore 2014


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